recensione al libro di Estro Manero

Una raccolta fotografica di novelle che vi toccheranno così tanto il cuore da non poter trattenere le lacrime: di gioia, tristezza, commozione, malinconia, e molto altro che non vi svelo. Munitevi di fazzoletti, ve lo consigliano sia Tito (il matitino un pò grossolano troppo preso a giocare per pensare alle emozioni) che il mio amato Gran G (la gomma da cancellare che di solito usa la sua severità per riordinare la realtà).
parole usate come pennelli che suonano toccando realtà ed anima
Mata
Questa volta sia Tito che Gran G sono rimasti stupiti, proprio come me.
L’autrice ci prende per mano e con un fare insolito, narra, quasi cantando, storie vere.
In questo libro La vita passa nel profondo, sono narrate storie vere ma in modo inatteso.
La scelta delle parole raffinate, sensibili, quasi dipinte esse stesse per l’occasione, scelte tra mille colori possibili, non ci fa accorgere che quello che viene narrato a volte è crudeltà, disagio, solitudine e tanti altri spaccati che non vorremmo esistessero ma ci sono.
Racconta i fatti, anche quelli più bui, con così tanta delicatezza da farle diventare quasi “buone novelle”.
Anche i nomi scelti per tutti i personaggi sono evocativi, se ne comprendono i profili già dal nome.
Ciò che vi rimarrà impresso, inciso è il SUONO. Queste novelle, suonano. Suonano di messaggi che sanno a volte di rimproveri verso atteggiamenti riprovevoli, a volte di monito su ciò che si dovrebbe evitare, altre di inevitabilità perché a volte è “semplicemente” è così che va la vita.
Ciò che rimane però è la delicatezza con cui tutto questo è narrato, quella che tutti dovremmo ritrovare quando si parla di vite umane.
Vi rimane solo di leggerlo e lo trovate qui.
E come sempre poi, tornate qui e raccontatemi cosa ne pensate.

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