Saremo IN GRADO?

un agente segreto molto speciale

(come ogni personaggio è ispirato a persona esistente ma questa volta non se ne può svelare l’identità)

Nome in codice: Grado

Identità pubblica: Agente segreto sotto copertura, noto solo ai vertici dell’organizzazione.

Si presenta  elegante, sempre in giacca scura ben tagliata. Sguardo penetrante, sorriso appena accennato che mette soggezione e curiosità. È un termometro! Per la precisione LO è DIVENTATO!

VIENE DA UN ALTRO MONDO!

Arrivato sulla terra per il grave rischio che l’umanità sta correndo, il suo potere non è misurare la temperatura, ma valutare il “grado di capacità” delle persone.

Quanto le persone sono IN GRADO di rimanere UMANE!

Quando punta il suo sguardo “termometro”, la scala non segna gradi Celsius o Fahrenheit, ma livelli di prontezza, coraggio, competenza e determinazione.

NON MENTE MAI: chiunque si sottoponga a Grado, scoprirà se è davvero all’altezza di ciò che dice di voler fare. Eh già la prima cosa che misura infatti, è se le persone SONO IN GRADO di mantenere la parola data.

Affascinante e misterioso: parla poco, ma ogni parola è calibrata.

Mentore severo: non giudica, ma mostra a ognuno la verità su se stesso.

 Misterioso: nessuno sa se lavora davvero per un’organizzazione governativa o se segue una sua agenda segreta.

Un tempo scienziato specializzato nella misurazione di parametri umani in contesti estremi. Durante un esperimento segreto ha sviluppato un sensore unico, che poi ha integrato in sé stesso: è diventato lui stesso UN TERMOMETRO. Da allora, è diventato una sorta di “giudice invisibile” delle missioni più delicate. Ed oggi, grazie a Mata, è corso in aiuta della missione più difficile che la terra abbia mai dovuto affrontare: restare umani.

OCCORRE TRATTARLO CON RISPETTO

Può essere alleato: guida chi lo incontra, mostrando chi è pronto e chi no.

Può diventare un antagonista enigmatico: se ritiene che qualcuno non sia all’altezza, farà di tutto per fermarlo, arrestarlo e farlo uscire dalla “storia”. (come lo sa solo lui)

Se lo incontri devi interrogarti: la sua presenza è sempre un banco di prova: SARI IN GRADO di fare ciò che hai proclamato a parole sbandierandolo ai quattro venti?

NESSUNO HA MAI SAPUTO IL SUO VERO NOME

La notte in cui incontrò Mata, la sua missione era infiltrarsi in una organizzazione che stava tentando di distruggere l’umanità. Il suo compito non era eliminarla. No: Grado  doveva conoscere chi ne faceva parte per poi  valutare e reclutare, chi davvero avrebbe avuto le capacità per fronteggiare questa organizzazione. Doveva così individuare  chi, avesse davvero la forza, la lucidità e la volontà di portare a termine un incarico impossibile: salvare quel poco di umanità rimasta.
Con un sorriso enigmatico, Grado,  regolò i guanti neri. La colonnina rossa salì lentamente fino al numero 7. Era il segnale: qualcuno lì dentro stava mentendo. E per chi non superava la prova, incontrare Grado, non era mai una buona notizia.

rapporto segreto

Mata che era lì per lo stesso motivo, comprese che aveva finalmente un alleato vero. 

La coppia Mata&Grado era appena nata

Lei precisa, metodica e razionale. Lui, affascinante e misterioso.

MATA “tagliente” e calcolatrice, divenne subito il cervello tattico” della coppia. Già Agente  segreto con specialità nell’analisi, nei codici e nella scrittura di messaggi in linguaggi cifrati. 

Grado invisibile, istintivo, capace di misurare immediatamente parametri utili a mettere in guardia e quindi allontanarsi velocemente dal pericolo: ASSENZA di umanità!

Se Grado misura le capacità, Mata le annota, interpreta e archivia, trasformandole in dossier utili per le missioni.

Grado è l’istinto, la lettura immediata delle persone.

MATA è la memoria, la stratega che sa trasformare le intuizioni in piani concreti.

Tra i due c’è un’alchimia unica: un po’ di rivalità, un po’ di attrazione mai detta, ma soprattutto una fiducia assoluta sul campo.

Insieme, formano una coppia letale: il Misuratore e la Scrittrice del destino (perché lei, nessuno lo sa, può riscrivere le storie di chi la incontra)

ne vedrete delle belle …..

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L’eredità spirituale di Don Marino Peditto

recensione a libro di Giuseppe Sinopoli

La mia natura di matita mi ha fatto entrare in questo testo con molta cautela e rispetto ed in “punta di matita”, poiché è prima di tutto un atto di memoria e gratitudine: non si limita a raccontare la vita di un sacerdote, ma cerca di trasmettere il suo insegnamento spirituale, in modo che continui a nutrire chi legge.

L’autore con dovizia, alterna parti narrative, testimonianze personali e trascrizioni di catechesi: il risultato è un linguaggio semplice, diretto e vicino all’esperienza quotidiana, che riflette il modo pastorale e concreto di don Marino.

 La ricchezza biografica, che ripercorre le tappe missionarie e pastorali del sacerdote,  la dimensione testimoniale, che rende vivi i suoi insegnamenti, la chiarezza spirituale (i consigli pratici sulla preghiera, sull’obbedienza, sul discernimento), rendono questo testo accessibile anche a chi non ha grande formazione teologica.

Fortemente legato a un contesto comunitario preciso, il testo assume un carattere quasi memorialistico, più prezioso per chi ha conosciuto don Peditto che per un pubblico completamente estraneo, ma comunque gradevole alla lettura.

La preziosità di questo libro è nella sua stessa natura di “testamento spirituale“: trasmette l’eredità di un sacerdote salesiano che ha fatto della preghiera, della missione e della guida dei giovani la sua vita. Un testo che unisce memoria, spiritualità e catechesi, utile per chi vuole approfondire la spiritualità, in un’epoca come questa dove, e lo dico da semplice matita, ci si dovrebbe interrogare di più su questi temi.

Puoi trovare questo libro nelle migliori librerie anche online.

Alla prossima recensione

In guardia

Un tuffo nel passato per comprendere il presente e costruire un futuro degno di umanità: il mio viaggio a Guardia Piemontese, piccolo comune situato in provincia di Cosenza, in Calabria, nel sud Italia. Luogo di grande interesse storico e culturale, soprattutto per la sua singolare eredità valdese e occitana, che lo distingue nettamente da altri borghi calabresi.

Una delle poche comunità di minoranza occitano-linguistica, che deve le sue origini aI movimento valdese. Siamo nel XII secolo a Lione.

I Valdesi predicavano la povertà, la lettura diretta della Bibbia, e rifiutavano molti dogmi e pratiche della Chiesa cattolica. Per questo furono dichiarati eretici già nel 1184. Iniziarono a subire persecuzioni, rifugiandosi in aree montane come le Valli Valdesi del Piemonte. Alcuni gruppi valdesi si rifugiarono nel sud Italia nel XIII secolo, protetti da feudatari normanni tolleranti. Fondarono Guardia Piemontese (chiamata un tempo “La Guardia Lombarda” o “La Guardia dei Valdesi”), portando con sé lingua, cultura e fede riformata.

Vado in questo posto per ricordare uno dei più gravi episodi di intolleranza religiosa. Più che mai in questo momento è bene averne memoria perché la storia è lì per non farsi ripetere.

Mata

 Nel 1561 avvenne una vera e propria strage: l’Inquisizione arrestò e torturò molti valdesi. Gli uomini furono massacrati, le donne violentate, i bambini deportati. Dopo questo massacro, il culto valdese fu vietato. I sopravvissuti furono forzatamente cattolicizzati, ma molte famiglie conservarono in segreto memoria e identità.

Vi ricorda nulla?

Se andate a Guardia Piemontese è bene sapere che qui ancora si parla l’occitano.

L’occitano è una lingua romanza parlata storicamente nell’Occitania (sud della Francia), in alcune valli alpine del Piemonte e in alcune colonie linguistiche, tra cui Guardia Piemontese. È la lingua dei trovatori medievali e ha un’importante tradizione letteraria.

L’occitano di Guardia Piemontese

 Il dialetto locale è chiamato “guardiolo”: è una variante piemontese-occitana, influenzata dall’italiano e dal calabrese. Fu parlato per secoli nella comunità come lingua d’uso quotidiano, ma ha subito un forte declino dal XX secolo in poi. Oggi è parlato fluentemente solo da pochi ma è oggetto di tutela e valorizzazione come minoranza linguistica storica riconosciuta dallo Stato italiano.

Viaggiare è conoscere la lingua del posto:

Bonjorn= buongiorno

Coma annem?= come stai?

Me siu= Io sono

Aiquesta tèrra= questa terra

   

in guardia dunque… perché la storia è lì per non farsi ripetere…

sensazioni e sentimenti…

sensazioni e sentimenti

quale è secondo voi la differenza?

La vita passa nel profondo

recensione al libro di Estro Manero

Una raccolta fotografica di novelle che vi toccheranno così tanto il cuore da non poter trattenere le lacrime: di gioia, tristezza, commozione, malinconia, e molto altro che non vi svelo. Munitevi di fazzoletti, ve lo consigliano sia Tito (il matitino un pò grossolano troppo preso a giocare per pensare alle emozioni) che il mio amato Gran G (la gomma da cancellare che di solito usa la sua severità per riordinare la realtà).

parole usate come pennelli che suonano toccando realtà ed anima

Mata

Questa volta sia Tito che Gran G sono rimasti stupiti, proprio come me.

L’autrice ci prende per mano e con un fare insolito, narra, quasi cantando, storie vere.

In questo libro La vita passa nel profondo, sono narrate storie vere ma in modo inatteso.

La scelta delle parole raffinate, sensibili, quasi dipinte esse stesse per l’occasione, scelte tra mille colori possibili, non ci fa accorgere che quello che viene narrato a volte è crudeltà, disagio, solitudine e tanti altri spaccati che non vorremmo esistessero ma ci sono.

Racconta i fatti, anche quelli più bui, con così tanta delicatezza da farle diventare quasi “buone novelle”.

Anche i nomi scelti per tutti i personaggi sono evocativi, se ne comprendono i profili già dal nome.

Ciò che vi rimarrà impresso, inciso è il SUONO. Queste novelle, suonano. Suonano di messaggi che sanno a volte di rimproveri verso atteggiamenti riprovevoli, a volte di monito su ciò che si dovrebbe evitare, altre di inevitabilità perché a volte è “semplicemente” è così che va la vita.

Ciò che rimane però è la delicatezza con cui tutto questo è narrato, quella che tutti dovremmo ritrovare quando si parla di vite umane.

Vi rimane solo di leggerlo e lo trovate qui.

E come sempre poi, tornate qui e raccontatemi cosa ne pensate.

la vostra Mata

SOGNANDO LA CALIFOGNA

recensione al libro di Fabrizio Kintaro

la realtà se pur cruda va sempre osservata
solo così si possono trovare le giuste azioni per modificarla

Mata

Il libro che vi consiglio di leggere oggi è di un giovane autore alle “prime armi” ma con un evidente talento: osservare la realtà riportando fedelmente alcuni spaccati senza risparmiarci i dettagli più crudi ma… con una sorprendete ironia che rende tutto più “digeribile”.

Ho scelto di raccontarvi questa storia perché lo sapete, i TALENTI sono la mia passione e ne sento il profumo a distanza.

Nel libro Sognando la Califogna (auto pubblicazione)

l’autore ci regala episodi di vita ben definiti e significativi, che se pure nella loro crudezza, vanno letti fino in fondo senza giudizi e pregiudizi come ci suggerisce la mia amica Volly.

Volly è una freccia, rappresenta la VOLONTA’.

Solo usandola con attenzione si possono davvero cambiare le cose.

L’autore ha questo volontà molto chiara: io ve lo dico così non continuate più a girarvi dall’altra parte!

E dalle sue parole questa sua forza trapela tutta. Si avverte che è un giovane che non vuole arrendersi e che attraverso la penna, come la bacchetta magica per un mago, lui vuole fortemente trovare chiavi di volta… anche se non lo scrive.

Attraverso un linguaggio forbito e raffinato, pieno di capacità descrittiva, lui ci vuole far immergere nelle realtà che narra con dovizia, quasi a voler raccogliere consensi ed aggregare chi con lui il cambiamento lo desidera e fa di tutto per attuarlo.

La sua fredda ironia, è una linea marcata che definisce il suo animo e rende questo libro interessante e particolare, non “solito”, non “scontato”.

I riferimenti ai fatti non necessitano citazioni dirette, lo sappiamo tutti che certe cose accadono e spesso proprio sotto gli occhi di tutti che fingono di non vedere.

La sottile rivalsa di alcuni personaggi, quelli apparentemente più “sfortunati”, disegna un senso profondo di voglia di giustizia che, forse a volte accade “in altri modi“, meno attesi, ma sicuramente “più giusti”!

Insomma, vi consiglio fortemente questa lettura e un appello agli editori: se fossi in voi questo talento non me lo lascerei sfuggire.

Buona lettura…

trovate questo libro qui: CLICCAMI

gli UNITANTI

UNITANTE è una parola che Mata ha portato dal suo mondo U.N.O.

per lei il concetto di UNITARE è fondamentale perché è legato al talento di indagare e fare nessi.

I temi trattati sono riferiti esclusivamente alle scoperte di MLBsystem®, nelle quali i talenti e le attitudini hanno una grande rilevanza: sono artefici della pace reale, quella che ogni essere umano vive con se stesso.

Perché sono importanti i talenti dunque.
Hanno una ricaduta immediata sul nostro comportamento.
Sono causa del conflitto quando non li usiamo.
Usarli nella vita quotidiana (e non solo quelli artistici) serve a diminuire le compressioni.
IN PARTICOLARE, L’INDAGINE e I NESSI collegati al saper creare strategie:
Servono a saper fare corrette valutazioni.
Valutare tutti i rischi e tutte le “incidenze”.
Evitare pericoli, generare vera sostenibilità.
Da non dimenticare dunque, l’applicazione di questo talento in ambito IMPRENDITORIALE, che serve a fare corretta:
-valutazione in fase analitica del business, per fare una corretta strategia di impresa.
-impegnarsi in quello che siamo in grado di portare a termine e CREARE davvero bellezza anziché spazzatura.

Ed ecco perché per M.A.T.A. e gli UNITANTI, UNITARE è diverso da UNIRE.
UNITARE presuppone la CONOSCENZA e l’ACCOGLIENZA delle UNICITA’, ma sapendo fare corrette valutazioni altrimenti si incorre in
LIVELLAMENTO    
APPIATTIMENTO
IMITAZIONI          
EMULAZIONI
COSTRIZIONI  
ARTEFAZIONI DELLA REALTA’

Noi  Unitanti, per chi ancora non lo sapesse, veniamo dal Mondo U.N.O quello dell’ UNIONE NATURALE ORIGINALE, dove non esistono scissioni ma costanti connessioni. Pensiamo in modo unitario, circolare. Creiamo unioni … quindi mai o l’una o l’altra (di qualsiasi cosa si stia parlando) bensì UNO”

parola di Mata

IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI?

recensione del libro di Amerigo Festa

siamo le scelte che facciamo per questo siamo ancora in tempo per cambiare rotta
Mata

Nel libro di cui ho intenzione di narrarvi oggi, si potrebbe pensare a primo impatto che ci sono scenari apocalittici, degni di un romanzo di fantascienza misto ad horror, se non fosse che invece è la fotografia della realtà in cui l’umanità sta vivendo oramai, dormiente, da troppo tempo.

L’autore, non ci risparmia l’osservazione della realtà. Ce la offre in un ventaglio di scenari che dominano la quotidianità di tutti.

Si riserva e riserva ai lettori però, con garbo, uno spazio in prospettiva. Fiducioso, ancora, nonostante tutto e nonostante la sua professione di avvocato penalista, che l’umanità possa farcela. Possa fare appello a risorse interne alla sua stessa umanità e spezzare l’andamento in declino che sembra oramai inesorabile.

Può sempre un libro per “addetti ai lavori”, una ricerca socio culturale, servita quasi come sonetti poetici che tutti, invece, dovrebbero leggere soprattutto i più giovani che sono fagocitati dalle circostanze senza comprenderne le ragioni reali.

Si può certo scegliere di proseguire ad occhi chiusi ed accettare di essere il PRODOTTO anziché il PRODUTTORE. Si può certo scegliere di fregarsene e demandare ad altri la responsabilità del cambiamento. Certamente, ma, se invece rimane ancora una fiammella accesa, se ancora ciò che si vive non è aderente a ciò che si sente giusto… allora…

Il mio amico Tito, giovane matitino con tutta una vita davanti, ha trovato questo libro molto molto interessante.

Lo ha preso come suo riferimento per crearsi davvero il MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI!!!

Puoi farlo anche tu.

Per avere il libro basta cliccare qui su CLICCAMI e chiederne tramite messaggio, una copia

Il libro non è in vendita in nessuno store. I contributi raccolti sostengono progetti sociali.

Buona lettura …

la vostra

DIARIO DI MARGOT

recensione al libro di Marina Sofi Rossi

quanta forza ha un bocciolo di fiore che obbedisce alla sua forza di sbocciare?

Mata

Per poter scrivere di questo libro, DIARIO DI MARGOT ho dovuto prima finire di asciugarmi le lacrime che sono scese, riga dopo riga, miste di tante emozioni. (che non svelerò per evitare di fare spoiler)

La mia punta di mina, si è fermate tante volte con il desiderio di rimanere leggera ed attenta, senza rompere i fogli in cui stavo scrivendo.

L’autrice Marina Sofi Rossi, arriva a toccare l’anima, affrontando temi intensi con la delicatezza e la forza di un bocciolo che sta iniziando a dischiudersi.

Ed è questa apparente “contraddizione” a rendere questo libro particolare.

Per entrare meglio nella narrazione, ho chiesto aiuto a Sissilillipirilli, la mia amica gatta che sa come divincolarsi dalle ferite del tempo e insegna a vivere nel presente, quello che anche la protagonista del libro scopre giorno dopo giorno, grazie al suo diario.

Sì cara Mata, uno dei principali protagonisti di questa storia è un diario. Ed è questa la particolarità.

Nella “leggerezza” del giorno dopo giorno, si evincono spaccati che lasciano senza parole e senza fiato. In un diario, si sa, si racconta di tutto, è il luogo segreto in cui si depositano sogni, desideri, confidenze, pensieri, riflessioni e domande, soprattutto domande! Anche quelle non necessariamente esplicitate.

Il diario diventa il mezzo attraverso il quale la protagonista riesce a trovare la forza per vivere il QUI ed ORA, nel senso più profondo di questa definizione. Trova la forza di rialzarsi davanti alle cadute, cambiare direzione quando si accorge che sta perdendo se stessa. Di voltare pagina e spesso di iniziarne una totalmente nuova, bianca, proprio come uno scrittore quando inizia un nuovo libro. Tutti dovrebbero aver un diario, tutti dovrebbero scoprire la potenza di raccontarsi per trovarsi.

Grazie Sissilillipirilli, è stato proprio così, la protagonista si è scritta, ha riscritto se stessa giorno dopo giorno, scoprendo di potercela fare anche davanti alle peggiori circostanze.

Questo libro celebra la vita e l’uso dei proprio talenti come via d’uscita, è per questo che mi ha molto commossa. Ora ve lo posso dire!

Non vi rimane che leggerlo.

Per avere questo libro basta cliccare sul titolo (in alto) oppure qui CLICCAMI

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