In guardia

Un tuffo nel passato per comprendere il presente e costruire un futuro degno di umanità: il mio viaggio a Guardia Piemontese, piccolo comune situato in provincia di Cosenza, in Calabria, nel sud Italia. Luogo di grande interesse storico e culturale, soprattutto per la sua singolare eredità valdese e occitana, che lo distingue nettamente da altri borghi calabresi.

Una delle poche comunità di minoranza occitano-linguistica, che deve le sue origini aI movimento valdese. Siamo nel XII secolo a Lione.

I Valdesi predicavano la povertà, la lettura diretta della Bibbia, e rifiutavano molti dogmi e pratiche della Chiesa cattolica. Per questo furono dichiarati eretici già nel 1184. Iniziarono a subire persecuzioni, rifugiandosi in aree montane come le Valli Valdesi del Piemonte. Alcuni gruppi valdesi si rifugiarono nel sud Italia nel XIII secolo, protetti da feudatari normanni tolleranti. Fondarono Guardia Piemontese (chiamata un tempo “La Guardia Lombarda” o “La Guardia dei Valdesi”), portando con sé lingua, cultura e fede riformata.

Vado in questo posto per ricordare uno dei più gravi episodi di intolleranza religiosa. Più che mai in questo momento è bene averne memoria perché la storia è lì per non farsi ripetere.

Mata

 Nel 1561 avvenne una vera e propria strage: l’Inquisizione arrestò e torturò molti valdesi. Gli uomini furono massacrati, le donne violentate, i bambini deportati. Dopo questo massacro, il culto valdese fu vietato. I sopravvissuti furono forzatamente cattolicizzati, ma molte famiglie conservarono in segreto memoria e identità.

Vi ricorda nulla?

Se andate a Guardia Piemontese è bene sapere che qui ancora si parla l’occitano.

L’occitano è una lingua romanza parlata storicamente nell’Occitania (sud della Francia), in alcune valli alpine del Piemonte e in alcune colonie linguistiche, tra cui Guardia Piemontese. È la lingua dei trovatori medievali e ha un’importante tradizione letteraria.

L’occitano di Guardia Piemontese

 Il dialetto locale è chiamato “guardiolo”: è una variante piemontese-occitana, influenzata dall’italiano e dal calabrese. Fu parlato per secoli nella comunità come lingua d’uso quotidiano, ma ha subito un forte declino dal XX secolo in poi. Oggi è parlato fluentemente solo da pochi ma è oggetto di tutela e valorizzazione come minoranza linguistica storica riconosciuta dallo Stato italiano.

Viaggiare è conoscere la lingua del posto:

Bonjorn= buongiorno

Coma annem?= come stai?

Me siu= Io sono

Aiquesta tèrra= questa terra

   

in guardia dunque… perché la storia è lì per non farsi ripetere…

gli UNITANTI

UNITANTE è una parola che Mata ha portato dal suo mondo U.N.O.

per lei il concetto di UNITARE è fondamentale perché è legato al talento di indagare e fare nessi.

I temi trattati sono riferiti esclusivamente alle scoperte di MLBsystem®, nelle quali i talenti e le attitudini hanno una grande rilevanza: sono artefici della pace reale, quella che ogni essere umano vive con se stesso.

Perché sono importanti i talenti dunque.
Hanno una ricaduta immediata sul nostro comportamento.
Sono causa del conflitto quando non li usiamo.
Usarli nella vita quotidiana (e non solo quelli artistici) serve a diminuire le compressioni.
IN PARTICOLARE, L’INDAGINE e I NESSI collegati al saper creare strategie:
Servono a saper fare corrette valutazioni.
Valutare tutti i rischi e tutte le “incidenze”.
Evitare pericoli, generare vera sostenibilità.
Da non dimenticare dunque, l’applicazione di questo talento in ambito IMPRENDITORIALE, che serve a fare corretta:
-valutazione in fase analitica del business, per fare una corretta strategia di impresa.
-impegnarsi in quello che siamo in grado di portare a termine e CREARE davvero bellezza anziché spazzatura.

Ed ecco perché per M.A.T.A. e gli UNITANTI, UNITARE è diverso da UNIRE.
UNITARE presuppone la CONOSCENZA e l’ACCOGLIENZA delle UNICITA’, ma sapendo fare corrette valutazioni altrimenti si incorre in
LIVELLAMENTO    
APPIATTIMENTO
IMITAZIONI          
EMULAZIONI
COSTRIZIONI  
ARTEFAZIONI DELLA REALTA’

Noi  Unitanti, per chi ancora non lo sapesse, veniamo dal Mondo U.N.O quello dell’ UNIONE NATURALE ORIGINALE, dove non esistono scissioni ma costanti connessioni. Pensiamo in modo unitario, circolare. Creiamo unioni … quindi mai o l’una o l’altra (di qualsiasi cosa si stia parlando) bensì UNO”

parola di Mata

IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI?

recensione del libro di Amerigo Festa

siamo le scelte che facciamo per questo siamo ancora in tempo per cambiare rotta
Mata

Nel libro di cui ho intenzione di narrarvi oggi, si potrebbe pensare a primo impatto che ci sono scenari apocalittici, degni di un romanzo di fantascienza misto ad horror, se non fosse che invece è la fotografia della realtà in cui l’umanità sta vivendo oramai, dormiente, da troppo tempo.

L’autore, non ci risparmia l’osservazione della realtà. Ce la offre in un ventaglio di scenari che dominano la quotidianità di tutti.

Si riserva e riserva ai lettori però, con garbo, uno spazio in prospettiva. Fiducioso, ancora, nonostante tutto e nonostante la sua professione di avvocato penalista, che l’umanità possa farcela. Possa fare appello a risorse interne alla sua stessa umanità e spezzare l’andamento in declino che sembra oramai inesorabile.

Può sempre un libro per “addetti ai lavori”, una ricerca socio culturale, servita quasi come sonetti poetici che tutti, invece, dovrebbero leggere soprattutto i più giovani che sono fagocitati dalle circostanze senza comprenderne le ragioni reali.

Si può certo scegliere di proseguire ad occhi chiusi ed accettare di essere il PRODOTTO anziché il PRODUTTORE. Si può certo scegliere di fregarsene e demandare ad altri la responsabilità del cambiamento. Certamente, ma, se invece rimane ancora una fiammella accesa, se ancora ciò che si vive non è aderente a ciò che si sente giusto… allora…

Il mio amico Tito, giovane matitino con tutta una vita davanti, ha trovato questo libro molto molto interessante.

Lo ha preso come suo riferimento per crearsi davvero il MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI!!!

Puoi farlo anche tu.

Per avere il libro basta cliccare qui su CLICCAMI e chiederne tramite messaggio, una copia

Il libro non è in vendita in nessuno store. I contributi raccolti sostengono progetti sociali.

Buona lettura …

la vostra

… molto più di un semplice fumetto…

MATA INFORMAZIONI con la RUBRICA LE INDAGINI DI MATA

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M.A.T.A. Mettici Azioni Talenti Attitudini

progetto socio culturale che mette al centro i TALENTI COME STRUMENTI DI PACE SOCIALE

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RIVELAZIONE: Mondi paralleli

Recensione libro di Elena Meurat genere fantasy

perché se non si vede non vuol dire che non esista
MATA

Care matine e cari matini,

il libro di oggi è a dire poco ENTUSIASMANTE.

Per comprenderne meglio ogni fessura mi sono fatta aiutare dal mio amico ONE.

Lui è un UNICORNO, non gridargli contro Gran G. Con i tuoi modi bruschi lo spaventi.

Calmati e dagli tempo di uscire allo scoperto. Sarà lui ad aiutarci in questa nuova lettura.

ONE è delicatissimo, esattamente come sono delicati i SOGNI e i DESIDERI. Si manifesta solo se sente che può fidarsi, altrimenti rimane nascosto dietro le nuvole.

Ed è con questa delicatezza che si deve entrare nel libro di Elena Meurat, RIVELAZIONE: Mondi paralleli .

Con una penna quasi invisibile l’autrice ci conduce dentro a realtà che si manifestano solo se ci si arriva con animo silente e rispettoso.

I mondi si intrecciano e ci si ritrova a varcare soglie immaginarie con una semplicità che mai si pensava esistesse, anche per i NON amanti del genere fantasy

I protagonisti si autonarrano, descrivendo con le loro gesta, ogni più piccolo stato d’animo che ne dispiega netti profili quasi fino a renderli materici.

Un libro pluridimensionale: parti da un punto e ti ritrovi “altrove” e ti accorgi di starci anche bene.

Ah, il potere dell’IMMAGINAZIONE!

Draghi, ancelle, fanciulle rapite? Na…. troppo scontato!

Qui si narra di una “chiave”, che spesso l’umanità si perde: ciò che immaginiamo, SCRIVE, incide tracce in altre dimensioni anche se non siamo in grado di vederlo.

E quello che si incide poi, determina una realtà in cui ci si ritrova a vivere. Non ci credete?

Leggete il libro e poi tornate a raccontarmelo. Vi attendo.

Buona lettura

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Storie mie storie tue

recensione libro di Enrica Trovati

a piccoli sorsi i ricordi portano il respiro per trovare la forza di costruire i pilastri della vita
MATA

Dedico questa lettura al mio amico Tito.

Tito, uno dei miei 6 amici UNITATI, è un matitino giovane, all’alba della sua vita, pieno di idee confuse e che ha tutto ancora da scoprire. Ma come tutti i giovani, ha la pretesa di avere già capito tutto e quindi a volta, troppo spesso, con la sua punta spuntata, traccia righe che tagliano fogli. Occorre poi molta cura per rimarginarne i danni.

Sì certo, è così che funziona, senza questo non crescerebbe ma… a volte sarebbe necessario ascoltare le storie di altri, per trarne spunto.

Cosa sarebbe la sua vita senza la traccia che altri hanno percorso?

La presunzione dei giovani dovrebbe essere messa alla prova togliendo i ricordi e togliendo ogni traccia di chi li ha preceduti.

Bisognerebbe farli trovare nell’assenza affinché essi si possano rendere conto che ogni cosa che loro usano e vivono, esiste grazie al passaggio di qualcuno prima di loro. E questo passaggio è stato fatto con tanto impegno, azioni, dolore e speranze.

Nel rispetto dei percorsi reciproci, la storia, le storie, è a questo che servono.

Si pensi ad una vita che iniziasse OGGI, in questo istante, senza alcuna memoria di ciò che è già stato.

Tante infinite possibilità ma, assenza totale di punti di rifermento, necessari per progredire, migliorare, aggiungere e togliere ma comunque RIFERIMENTI.

In questo libro, Storie mie storie tue, ci sono gli abiti mutevoli che servono sul palcoscenico della vita, tutti, nessuno escluso.

Colorati, sciatti, stirati e rinnovati. Se si sanno “indossare” nel rispetto di chi li ha già fatti muovere, si conosce la magia di quella parola che tutti pronunciano e pochi sanno cosa sia: EMPATIA.

L’autrice, con sincerità disarmante, ci offre la sua vita in un percorso di travaglio ma anche di riuscita, a modo suo, come si può, perché così è la vita: perfetta nella sua perpetua imperfezione.

Due parti, una dedicata alla sua vita e l’altra anche… semplicemente due spaccati diversi, come due atti unici di teatro.

Nel primo si prende per mano e si conduce verso la via d’uscita di un labirinto emozionale, nell’altro la meraviglia del saper narrare le vite altrui dando voce poetica ad ogni ciglio mosso per dedicarsi ad esse.

Le vite… che grande bagaglio di conoscenza!

Caro Tito! Auguro a te e a chi leggerà questo libro, la capacità di sapere scrutare e vedere davvero le meraviglie nelle vite proprie ed altrui, meraviglie che non sempre si traducono in “va tutto bene” ma sempre si trasformano in “posso ogni giorno essere il meglio di me”. e nessuna vita è da buttare, da tutte c’è molto da imparare!

E nell’ampolla che ci dona, grazie alle sue pagine, si potrà trovare ogni giorno una goccia di forza di alzarsi ed una goccia di sorriso per se stessi. Queste due gocce sono un ELISIR preziosissimo di cui non si potrà più fare a meno.

Buona lettura

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il cuore delle azioni

con soli €10 ho costruito il futuro…

E anche questa vi sembrerà una delle tante mie storie assurde… come al solito… “COSE DA MATA” impossibili, da fumetto, solo nelle favole… invece NO.

Anche questa volta è UNA STORIA VERA.

Quella di JAGO (riferimento a fondo pagina) e del Rione Sanità di Napoli.

Nell’immaginario collettivo, anche se sai poco di Napoli, se pronunci “Rione Sanità” ti si aprono subito file nefasti. E non ti viene in mente che è stato il luogo a dare i natali a Totò, presenza di palazzi costruiti con architetture straordinarie (Palazzo dello Spagnolo), chiese significanti come la chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini (la chiesa blu).

La reazione è quella di fuggire da lì… come forse lo è stata per molti (giovani) che, non avendo altra possibilità (se non quella di soccombere) sono stati costretti ad abbandonare la propria dimora.

cosa SPINGE A FUGGIRE?

potremmo dire per non accettare il compromesso ma nel senso di “compromettere, mettere a rischio la reputazione, generare danno”, ma non lo faremo ( non per ora).

Ciò che mi preme raccontarvi è nascosto dentro queste parole: DEVI, DOBBIAMO e una che non si vede ….PRESSIONE.

C’è una parte in ogni essere umano legata al pragmatismo ed ha come scopo arrivare agli obiettivi ma…se dall’esterno arrivano troppe informazioni, troppe pressioni, troppe richieste contemporaneamente, perde la direzione e soprattutto perde il contatto con se stessa. Come se all’improvviso non avesse più un progetto logico da seguire. Diventa così DIPENDENTE dalle volontà esterne per poter proseguire e per poter dare fede alla sua natura composta. Ma così facendo, perde la sua identità e nel tempo (più o meno breve) da prigioniera innocente, tenterà la fuga. Il primo passo sarà verso se stessa per istinto di protezione e sopravvivenza, dunque si chiuderà dentro. E sono quelle tre parole lassù, a determinare tutto.

Possiamo riconoscere questo atteggiamento in improvvisi mutismi, chiusure improvvise, perdite di interesse che sfoceranno inevitabilmente in altrettante reazioni di compensazioni … più comuni ed evidenti delle prime perché più distruttive ed eclatanti.

Sì, sto parlando di demoralizzazione che ha come reazioni evidente il bisogno di distruggere o, di non attendere la raccolta dei risultati, ovvero di fermarsi prima. Questa reazione che ci spinge a fuggire è dunque una forma di reazione di sopravvivenza, quando intorno a noi si sta costruendo una prigione invisibile fatta di obblighi, divieti, impossibilità di espressione che ci priva di una identità e di una dignità...

e queste pressioni possono essere generate da qualsiasi forma di REGOLE IMPOSTE, giuste e non!

Questa è la storia intrecciata di chi parte (fugge), torna e di chi scegli di restare. Le storie che si mescolano, quasi a creare un unico battito, sono:

quella di JAGO, artista straordinario che nei primi anni della sua attività, è costretto ad espatriare per trovare il suo spazio di espressione, perché (ma dai???!) non apprezzato in patria.

quella dei ragazzi della Cooperativa La Sorte, che hanno scelto di restare.

e quella di un luogo pieno di tesori … Rione Sanità (NA).

Tutto grazie ad un “Termometro” che non citeremo ma che vi faccio raccontare dal mio amico Termy, perché è un suo amico.

è un astronauta, Naviga tra le stelle ovvero tra i TALENTI di ogni esistenza visibile ed invisibile. Ha una funzione specifica… ascoltatelo.

Ciao Mata, mi presento. Sono un NAUTA ovvero navigo e galleggio, non appartengo a nessun mondo ma li conosco tutti. 

Viaggio costantemente tra un mondo ed un altro. Ho un compito ben preciso. Misuro la capacità di BRILLARE di ogni esistenza. Ed è così che sono andato in aiuto dando indicazioni concrete su come UNIRE le storie che hai citato. E’ solo così che è CERTO che ANDRA’ TUTTO BENE  e te ne spiego anche i perché.

Massima attenzione dunque, perché è molto importante ciò che sto per dirti.

Prima di tutto io misuro I GRADI ovvero la capacità di ESSERE IN GRADO di fare o non fare alcune azioni.

Porto due tute per navigare:

  • una si chiama UMILTÀ, ovvero accorgersi che ci sono azioni che si possono fare ed altre che invece non sono costruttive. 
  • l’altra si chiama RESPONSABILITÀ che non è altro che la capacità di rispondere di se stessi.

ASCOLTARE; FARE CORRETTE VALUTAZIONI e ORGANIZZARE, sono gli attrezzi che porto dal mio pianeta.

Ed è così che ho unito: la forza (per alcuni considerate presunzione) di JAGO, con la mia perseveranza ed ho usato le sue opere per creare opportunità di lavoro e quindi di vita sana, ad un gruppo di giovani che NON VOLEVANO FUGGIRE ma neanche SOCCOMBERE!

Il marmo bollente, carico del cuore pulsate di questo giovane ma testardo artista tutto Italiano, e il coraggio di questi ragazzi e ragazze, hanno determinato LA SVOLTA di cui molti hanno parlato per troppo tempo a vuoto, ma solo loro hanno realizzato , determinando LA SORTE che desideravano per loro stessi e la loro “casa”.

GIUSTE AZIONI, questa è la chiave. Le stesse che possiamo fare noi, nel nostro piccolo, andando a visitare il Museo. Con sole € 10, costruiamo fattivamente la rinascita di questo posto.

JAGO

JAGO MUSEO

Cooperativa La Sorte

noi di biglietti ne abbiamo pagati 3 😉 come il simbolo del cuore che JAGO ha scolpito in un sasso…

amabil§mente

unione di menti ed unione di intenti, quelle cose che accadono quando scegli di cambiare l’ordine delle cose e fai ciò che è giusto anziché ciò che è meglio: l’inatteso.

Perché si sa, il meglio è nemico del bene e quando si vuole a tutti i costi perseguirne il senso, si perdono di vista le cose vere.

Cose da Mata, direte voi, e ci potete giurare! Sono solo queste che intendo raccontarvi, perché si raccontano solo le cose che contano e oramai se conoscete un pò la mia autrice e me, dovreste averci fatto l’abitudine.

La storia che tratteggerò oggi, parla di incontri inattesi che fanno cambiare prospettive.

Accadde un giorno che grazie al suggerimento di Sissilillipirilli, decidemmo di seguire l’onda e proprio grazie ad un’onda accadde un incontro memorabile che mai avremmo potuto neanche immaginare.

Chi è Sissilillipirilli??? Ma ancora non conoscete i miei amici Unitanti? Che pazienza che ci vuole…

Lei è una gattina molto vivace che nel suo nome porta già una chiave, una frase magica, ed insegna come mettere in pratica il QUI ed ORA.

Si presenta ogni volta che il Tempo rimane incastrato dentro le pieghe della mente la quale, si ostina a voler determinare gli eventi, quando invece, è solo un registratore di essi.

Ma è dura farglielo capire… alla mente. Così arriva lei e con maestria, conduce nel luogo in cui il Tempo attende di essere ripreso. La frase magica di cui è portatrice, si pronuncia così: Sì Sì, per affermare forte l’azione; lì lì, individuando con esattezza il luogo giusto dove occorre essere; pirilli, è il salto spazio temporale che non si può mancare, per esserci senza discutere.

usa anche tu la frase magica per gestire il tempo

… …

… …

Ed è stato così che grazie a lei ci siamo ritrovate, con una nuova amica, sull’onda della meraviglia.

e di onde ce ne erano davvero tante

ed anche molto irritate

Ma è stato un incontro pieno di segreti e preziosità e quindi non posso ancora svelarne tutti i dettagli.

Sono Mata e sono solita mantenere riservatezze inaudite, tutte quelle che solo una punta di matita sa di custodire…

Vi dico solo che la mia autrice e me, ci siamo ritrovate al cospetto di un famoso attore che per ora chiameremo “colui che dona doni“, ed un noto regista che per ora chiameremo “Andrea detto Francesco”, insieme alla nostra nuova amica che per ora chiameremo Nella perché sorella della mia amica Sissillipirilli. Nella conosce bene il significato del QUI ed ORA.

Ciò che è accaduto, è scritto nel titolo di questo racconto… amabil§mente.

Con garbo e meraviglia, si sono generate connessioni profonde tra persone che forse mai si sarebbero potute incontrare, e che invece, si sono ritrovate intorno ad un caffè ed hanno lanciato fili dorati per ritrovarsi.

Hanno creato di tanti mondi dispersi, un unico concetto … aggregandosi in un nuovo paragrafo di una storia tutta da raccontare.

Cosa accadrà …?

Dovrete continuare a seguire per scoprirlo.

😉

la pazienza non costa nulla

ci ha detto senza esitazione Nicola un giorno…

non sapete chi è Nicola detto il Gaudì italiano di Grosio?

Allora devo proprio raccontarvelo… aspettate, ora ve lo presento.

In un comune italiano della Valtellina, Grosio appunto, si trova un giardino incantato.

E’ stato proprio il mio nuovo amico Nicola a realizzarlo, e ci vengono da tutto il mondo a visitarlo. Ma, lui non se ne cura, continua ad abbellire il suo mondo proprio come faccio io.

Senza averlo programmato, un giorno, la mia autrice è capitata lì e loro due, nella massima semplicità si sono parlati e conosciuti e sono finiti a dipingere insieme. Lei ha lasciato nel suo giardino il mio tratto, una sorta di buon augurio per la sua splendida iniziativa che lui, ha fatto per se stesso.

Avete capito bene, lui ha proprio detto “l’ho fatto per me, non ho mai pensato che mi avrebbe fatto diventare noto”.

Un abruzzese catapultato in Valtellina per cercare lavoro, nel1982 inizia questo capolavoro (senza minimamente idea che lo sarebbe diventato) per salvare il suo matrimonio.

“Tutto questo l’ho fatto con l’unica materia che non costa nulla, la PAZIENZA. Bisogna lasciar correre, non prendersela.” Così lui anziché arrabbiarsi per incomprensioni (normali nella vita) ha preferito, in tutti questi anni, dedicare il suo tempo a creare bellezza. Trasformando così ogni reazione, oggetti vecchi, cose inutili, in BELLEZZA.

“Dovevo fare un muro di contenimento su questa parete della montagna” indica ciò che si trova alla spalle della sua casa. ” E così pezzo dopo pezzo ho realizzato un orto fatto a terrazze, ma ho voluto abbellirle per me”.

Ed è così che giorno dopo giorno, un pezzettino di vetro dopo un altro, gradino per gradino (ognuno decorato), gli anni si sono susseguiti ed è nato il GIARDINO ROCCIOSO. E mica se lo aspettava che venissero da tutto il mondo per ammirarlo (oltre 1000 visitazioni al giorno).

Pensateci, ha dell’incredibile tutto questo. In un paesino sperduto in una valle, improvvisamente un via vai di persone che ti vengono a trovare e tu non hai idea neanche perché.

Nicola è gentile, socievole, ma è rimasto l’uomo semplice di sempre di cui tutti in paese parlano benissimo.

Nicola rifugge ogni notorietà, non fa il divo, ricerca semplicità e rapporti umani autentici. Credo sia stato questo a piacergli di me. Per questo ci è venuto incontro ed ha voluto conoscersi. E’ andata proprio così. Lui era dentro al suo laboratorio, con la porta semichiusa. Ad un certo punto è uscito come se ci stesse aspettando. Un appuntamento magico preso dai miei amici UNITANTI, ne sono certa.

Ed è così che la mia autrice su suo invito, è finita a disegnare insieme a lui.

Ora anche io sono nel GIARDINO ROCCIOSO del Gaudì italiano e ne sono felice e fiera.

Tornerò a trovare il mio amico Nicola a Natale, perché è stato davvero un onore conoscerlo e la sua storia è davvero da raccontare, 70 anni vissuti a creare bellezza. Un vero UNITANTE!

Io sono felice di averlo conosciuto.

Rimanete in connessione perché ve ne parlerò ancora ma intanto voi, andate a visitare questo posto magico.

L’ingresso è libero e NON bisogna prenotare e se sarete fortunati potrete incontrare Nicola 😉

La leonessa ferita

recensione al libro di Simona Adivíncula

Semplicità complessa di righe di vita che pur aggrovigliandosi,
ad un certo punto SI DIPANANO lasciando tutti nella meraviglia.

Mata


Ho letto li libro La leonessa ferita tutto d’un fiato.

Sono entrata nella pieghe delle pagine con molta delicatezza ed attenzione come suggerito dalla mia amica Pave.

Pave è una ballerina papavero e ne sa molto di delicatezza, la insegna a tutti noi.

La sua gonna fatta di petali si rovina solo guardandola, proprio come ogni storia d’amore se non ci si dedica ad essa con le giuste cure ed attenzioni.

Simona Adivíncula, autrice di caratura internazionale, sa come catturare l’attenzione dei lettori e lo fa con la sua mano delicata e precisa.

Confesso che avevo un po’ di timore nel tracciare questa storia, io sono solo una umile matita di cui il tratto si può cancellare in qualsiasi momento e perdersi nella memoria del tempo.

Ma ho voluto osare per farvi conoscere una storia che vale la pena leggere.

Non svelo il finale, ma posso tratteggiare il profilo della trama: non tutto è perduto mai, c’è sempre qualcosa che si può tentare.

Un libro dunque da “bere” più che da leggere, come un elisir di buona vita.

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Buona lettura

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