Saremo IN GRADO?

un agente segreto molto speciale

(come ogni personaggio è ispirato a persona esistente ma questa volta non se ne può svelare l’identità)

Nome in codice: Grado

Identità pubblica: Agente segreto sotto copertura, noto solo ai vertici dell’organizzazione.

Si presenta  elegante, sempre in giacca scura ben tagliata. Sguardo penetrante, sorriso appena accennato che mette soggezione e curiosità. È un termometro! Per la precisione LO è DIVENTATO!

VIENE DA UN ALTRO MONDO!

Arrivato sulla terra per il grave rischio che l’umanità sta correndo, il suo potere non è misurare la temperatura, ma valutare il “grado di capacità” delle persone.

Quanto le persone sono IN GRADO di rimanere UMANE!

Quando punta il suo sguardo “termometro”, la scala non segna gradi Celsius o Fahrenheit, ma livelli di prontezza, coraggio, competenza e determinazione.

NON MENTE MAI: chiunque si sottoponga a Grado, scoprirà se è davvero all’altezza di ciò che dice di voler fare. Eh già la prima cosa che misura infatti, è se le persone SONO IN GRADO di mantenere la parola data.

Affascinante e misterioso: parla poco, ma ogni parola è calibrata.

Mentore severo: non giudica, ma mostra a ognuno la verità su se stesso.

 Misterioso: nessuno sa se lavora davvero per un’organizzazione governativa o se segue una sua agenda segreta.

Un tempo scienziato specializzato nella misurazione di parametri umani in contesti estremi. Durante un esperimento segreto ha sviluppato un sensore unico, che poi ha integrato in sé stesso: è diventato lui stesso UN TERMOMETRO. Da allora, è diventato una sorta di “giudice invisibile” delle missioni più delicate. Ed oggi, grazie a Mata, è corso in aiuta della missione più difficile che la terra abbia mai dovuto affrontare: restare umani.

OCCORRE TRATTARLO CON RISPETTO

Può essere alleato: guida chi lo incontra, mostrando chi è pronto e chi no.

Può diventare un antagonista enigmatico: se ritiene che qualcuno non sia all’altezza, farà di tutto per fermarlo, arrestarlo e farlo uscire dalla “storia”. (come lo sa solo lui)

Se lo incontri devi interrogarti: la sua presenza è sempre un banco di prova: SARI IN GRADO di fare ciò che hai proclamato a parole sbandierandolo ai quattro venti?

NESSUNO HA MAI SAPUTO IL SUO VERO NOME

La notte in cui incontrò Mata, la sua missione era infiltrarsi in una organizzazione che stava tentando di distruggere l’umanità. Il suo compito non era eliminarla. No: Grado  doveva conoscere chi ne faceva parte per poi  valutare e reclutare, chi davvero avrebbe avuto le capacità per fronteggiare questa organizzazione. Doveva così individuare  chi, avesse davvero la forza, la lucidità e la volontà di portare a termine un incarico impossibile: salvare quel poco di umanità rimasta.
Con un sorriso enigmatico, Grado,  regolò i guanti neri. La colonnina rossa salì lentamente fino al numero 7. Era il segnale: qualcuno lì dentro stava mentendo. E per chi non superava la prova, incontrare Grado, non era mai una buona notizia.

rapporto segreto

Mata che era lì per lo stesso motivo, comprese che aveva finalmente un alleato vero. 

La coppia Mata&Grado era appena nata

Lei precisa, metodica e razionale. Lui, affascinante e misterioso.

MATA “tagliente” e calcolatrice, divenne subito il cervello tattico” della coppia. Già Agente  segreto con specialità nell’analisi, nei codici e nella scrittura di messaggi in linguaggi cifrati. 

Grado invisibile, istintivo, capace di misurare immediatamente parametri utili a mettere in guardia e quindi allontanarsi velocemente dal pericolo: ASSENZA di umanità!

Se Grado misura le capacità, Mata le annota, interpreta e archivia, trasformandole in dossier utili per le missioni.

Grado è l’istinto, la lettura immediata delle persone.

MATA è la memoria, la stratega che sa trasformare le intuizioni in piani concreti.

Tra i due c’è un’alchimia unica: un po’ di rivalità, un po’ di attrazione mai detta, ma soprattutto una fiducia assoluta sul campo.

Insieme, formano una coppia letale: il Misuratore e la Scrittrice del destino (perché lei, nessuno lo sa, può riscrivere le storie di chi la incontra)

ne vedrete delle belle …..

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In guardia

Un tuffo nel passato per comprendere il presente e costruire un futuro degno di umanità: il mio viaggio a Guardia Piemontese, piccolo comune situato in provincia di Cosenza, in Calabria, nel sud Italia. Luogo di grande interesse storico e culturale, soprattutto per la sua singolare eredità valdese e occitana, che lo distingue nettamente da altri borghi calabresi.

Una delle poche comunità di minoranza occitano-linguistica, che deve le sue origini aI movimento valdese. Siamo nel XII secolo a Lione.

I Valdesi predicavano la povertà, la lettura diretta della Bibbia, e rifiutavano molti dogmi e pratiche della Chiesa cattolica. Per questo furono dichiarati eretici già nel 1184. Iniziarono a subire persecuzioni, rifugiandosi in aree montane come le Valli Valdesi del Piemonte. Alcuni gruppi valdesi si rifugiarono nel sud Italia nel XIII secolo, protetti da feudatari normanni tolleranti. Fondarono Guardia Piemontese (chiamata un tempo “La Guardia Lombarda” o “La Guardia dei Valdesi”), portando con sé lingua, cultura e fede riformata.

Vado in questo posto per ricordare uno dei più gravi episodi di intolleranza religiosa. Più che mai in questo momento è bene averne memoria perché la storia è lì per non farsi ripetere.

Mata

 Nel 1561 avvenne una vera e propria strage: l’Inquisizione arrestò e torturò molti valdesi. Gli uomini furono massacrati, le donne violentate, i bambini deportati. Dopo questo massacro, il culto valdese fu vietato. I sopravvissuti furono forzatamente cattolicizzati, ma molte famiglie conservarono in segreto memoria e identità.

Vi ricorda nulla?

Se andate a Guardia Piemontese è bene sapere che qui ancora si parla l’occitano.

L’occitano è una lingua romanza parlata storicamente nell’Occitania (sud della Francia), in alcune valli alpine del Piemonte e in alcune colonie linguistiche, tra cui Guardia Piemontese. È la lingua dei trovatori medievali e ha un’importante tradizione letteraria.

L’occitano di Guardia Piemontese

 Il dialetto locale è chiamato “guardiolo”: è una variante piemontese-occitana, influenzata dall’italiano e dal calabrese. Fu parlato per secoli nella comunità come lingua d’uso quotidiano, ma ha subito un forte declino dal XX secolo in poi. Oggi è parlato fluentemente solo da pochi ma è oggetto di tutela e valorizzazione come minoranza linguistica storica riconosciuta dallo Stato italiano.

Viaggiare è conoscere la lingua del posto:

Bonjorn= buongiorno

Coma annem?= come stai?

Me siu= Io sono

Aiquesta tèrra= questa terra

   

in guardia dunque… perché la storia è lì per non farsi ripetere…

gli UNITANTI

UNITANTE è una parola che Mata ha portato dal suo mondo U.N.O.

per lei il concetto di UNITARE è fondamentale perché è legato al talento di indagare e fare nessi.

I temi trattati sono riferiti esclusivamente alle scoperte di MLBsystem®, nelle quali i talenti e le attitudini hanno una grande rilevanza: sono artefici della pace reale, quella che ogni essere umano vive con se stesso.

Perché sono importanti i talenti dunque.
Hanno una ricaduta immediata sul nostro comportamento.
Sono causa del conflitto quando non li usiamo.
Usarli nella vita quotidiana (e non solo quelli artistici) serve a diminuire le compressioni.
IN PARTICOLARE, L’INDAGINE e I NESSI collegati al saper creare strategie:
Servono a saper fare corrette valutazioni.
Valutare tutti i rischi e tutte le “incidenze”.
Evitare pericoli, generare vera sostenibilità.
Da non dimenticare dunque, l’applicazione di questo talento in ambito IMPRENDITORIALE, che serve a fare corretta:
-valutazione in fase analitica del business, per fare una corretta strategia di impresa.
-impegnarsi in quello che siamo in grado di portare a termine e CREARE davvero bellezza anziché spazzatura.

Ed ecco perché per M.A.T.A. e gli UNITANTI, UNITARE è diverso da UNIRE.
UNITARE presuppone la CONOSCENZA e l’ACCOGLIENZA delle UNICITA’, ma sapendo fare corrette valutazioni altrimenti si incorre in
LIVELLAMENTO    
APPIATTIMENTO
IMITAZIONI          
EMULAZIONI
COSTRIZIONI  
ARTEFAZIONI DELLA REALTA’

Noi  Unitanti, per chi ancora non lo sapesse, veniamo dal Mondo U.N.O quello dell’ UNIONE NATURALE ORIGINALE, dove non esistono scissioni ma costanti connessioni. Pensiamo in modo unitario, circolare. Creiamo unioni … quindi mai o l’una o l’altra (di qualsiasi cosa si stia parlando) bensì UNO”

parola di Mata

DIARIO DI MARGOT

recensione al libro di Marina Sofi Rossi

quanta forza ha un bocciolo di fiore che obbedisce alla sua forza di sbocciare?

Mata

Per poter scrivere di questo libro, DIARIO DI MARGOT ho dovuto prima finire di asciugarmi le lacrime che sono scese, riga dopo riga, miste di tante emozioni. (che non svelerò per evitare di fare spoiler)

La mia punta di mina, si è fermate tante volte con il desiderio di rimanere leggera ed attenta, senza rompere i fogli in cui stavo scrivendo.

L’autrice Marina Sofi Rossi, arriva a toccare l’anima, affrontando temi intensi con la delicatezza e la forza di un bocciolo che sta iniziando a dischiudersi.

Ed è questa apparente “contraddizione” a rendere questo libro particolare.

Per entrare meglio nella narrazione, ho chiesto aiuto a Sissilillipirilli, la mia amica gatta che sa come divincolarsi dalle ferite del tempo e insegna a vivere nel presente, quello che anche la protagonista del libro scopre giorno dopo giorno, grazie al suo diario.

Sì cara Mata, uno dei principali protagonisti di questa storia è un diario. Ed è questa la particolarità.

Nella “leggerezza” del giorno dopo giorno, si evincono spaccati che lasciano senza parole e senza fiato. In un diario, si sa, si racconta di tutto, è il luogo segreto in cui si depositano sogni, desideri, confidenze, pensieri, riflessioni e domande, soprattutto domande! Anche quelle non necessariamente esplicitate.

Il diario diventa il mezzo attraverso il quale la protagonista riesce a trovare la forza per vivere il QUI ed ORA, nel senso più profondo di questa definizione. Trova la forza di rialzarsi davanti alle cadute, cambiare direzione quando si accorge che sta perdendo se stessa. Di voltare pagina e spesso di iniziarne una totalmente nuova, bianca, proprio come uno scrittore quando inizia un nuovo libro. Tutti dovrebbero aver un diario, tutti dovrebbero scoprire la potenza di raccontarsi per trovarsi.

Grazie Sissilillipirilli, è stato proprio così, la protagonista si è scritta, ha riscritto se stessa giorno dopo giorno, scoprendo di potercela fare anche davanti alle peggiori circostanze.

Questo libro celebra la vita e l’uso dei proprio talenti come via d’uscita, è per questo che mi ha molto commossa. Ora ve lo posso dire!

Non vi rimane che leggerlo.

Per avere questo libro basta cliccare sul titolo (in alto) oppure qui CLICCAMI

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… molto più di un semplice fumetto…

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… sulla punta di un sorriso

viaggio interumano n°9547/chestraniquestiumani

intervista ad un’ombra…

Oggi mi sono dilettata a parlare con un’ombra, sì l’ombra di una persona.

Camminavo per strada e ad un certo punto la sua ombra si è voltata e mi ha fatto l’occhiolino.

Così incuriosita ho accelerato il tratto e ho voluto parlarle.

“Strano” ho pensato, il sole oggi non c’è, come è possibile che io veda questa ombra?

Detto fatto, come in un film, accade il fermo immagine e tutto si ferma, semplicemente perchè la sua persona era in coda in un ufficio.

Golosa occasione per scambiare due chiacchiere con l’ombra che per facilità di tratteggio chiamerò “Gigliola” perché su un lato del suo confine mi è sembrato si formasse un GIGLIO. Strani giochi della luce credo.

La mia curiosità ha fatto il resto.

Ecco l’intervista:

Ciao sono Mata una matita che si diverte a tracciare dettagli che sfuggono ai più.

Il tuo occhiolino mi ha attratta ed eccoci qui. Mi racconti di te?

“Volentieri. Sono un pò annoiata, facciamo sempre le stesse cose e la stessa strada ogni giorno. Mai un cambiamento, un gesto nuovo. Che ne so, una espressione inattesa.

Così vedendoti, inusuale e inaspettata, ho cercato di attrarre il tuo sguardo. Quando mi ricapiterà di incontrare una matita parlante?!

Ci sono riuscita, sei qui. E posso parlare un pò con te anziché seguire sempre questi stessi gesti da anni.

Troppi.

Sentire sempre i soliti lamenti senza però mai vedere la vera volontà di fare qualcosa di nuovo di diverso. Noi ombre siamo ancorate, legate in modo inevitabile alle nostre persone. Siamo qui per dar loro spessore, definizione, come si fa in un quadro, ma non CONFINI.

Gli umani invece, sembra che trovino gusto nel generarsi continui, LIMITI… che strane creature!

Ma tu non sei umana e quindi mi comprendi?

Io vorrei danzare, ogni tanto. Vorrei volteggiare, cambiare forma, trovarmi nel nuovo e scoprire che posso fare molto di più che essere trascinata dalla mia persona.

Potrei persino cambiare posizione. Diventare un parasole, o una pedana per saltare.

Insomma chi mai ha sperimentato tutte le potenzialità di un’ombra?

Ora però devo andare, la fila si muove ed è arrivato il nostro turno. Grazie per avermi ascoltata anche se solo per questo breve istante. Porta questo messaggio a più persone che puoi, per favore.

Anche noi ombre abbiamo una vita e possiamo fare molto di più.”

Grazie Gigliola.

Che strano incontro, sono frastornata. Non ci avevo mai pensato che un’ombra avesse una propria identità.

Quante cose diamo per scontate, quanti gesti si ripetono abitudinariamente senza rendersi conto che così non si crea nulla di nuovo.

Ed è solo, invece, creando il nuovo, che si evolve. Mi fa nascere un piccolo sorriso sulla punta.

Dovrò dirlo… sì sì, intanto inizio da qui:

Aggiungi ogni giorno un gesto nuovo alle tue abitudini, una parola che non hai mai usato, una via che non hai mai percorso, cambia sequenza, cambia schema e goditi il sorriso che da questo nascerà.

si tratta di tratti d’amor ritratti

Mataaaaa dove vaiiiii

Cara la mia autrice… esco dalle pagine e viaggio per il mondo.

Gran G (il mio amore, gomma da cancellare) ha sconfitto per me tutti i pericoli e tutte le situazioni che avrebbero potuto crearmi sofferenza.

Il nostro è un grande amore anche se non è possibile viverlo, è evidente, io una matita e lui una gomma da cancellare … complementari solo all’apparenza.

Questo non toglie che tra noi l’amore resti e si trasformi in stima e sostegno reciproco.

Con il tempo lui ha imparato a relazionarsi con me, ed anziché cancellare i miei tratti, tentando di modificare il mio essere matita, ora cancella i pericoli che potrebbero nuocermi. Anche lui non ha modificato la sua essenza ha solo imparato ad usare le sue attitudini nei contesti adeguati.

E’ stato un grande lavoro di relazione, nel quale ho dovuto fare appello a tutte le mie ME (un giorno ti racconterò), usare tutte le mie attitudini e talenti e dire tanti NO. Mettere degli ALT, adoperare i mei gesti (e non le parole) per fargli comprendere cosa mi stava consumando.

Alle fine ce l’abbiamo fatta, ed ora lui mi ha lasciata andare finalmente libera per il mondo.

Nel mio cuore ho amore per lui, ma nella quotidianità non eravamo compatibili e abbiamo compreso che il vero amore non è fatto di possesso o oppressione.

Ed ora siamo in giro per il mondo ad insegnarlo agli essermi umani.

Mia cara autrice… dillo in giro anche tu e non solo nel mese dedicato.

Il rispetto è la gentilezza non hanno a che fare con le “moine”.

Saper vivere gli altri senza giudizio, senza derisione e soprattutto vedendo chi sono davvero (e non ciò che si viene come impressione soggettiva) è quello che tutti dovrebbero imparare.

Ora vado ma torno preso, abbiamo tante cose da fare insieme.

25 NOVEMBRE giornata internazionale contro la violenza sulle donne

il cuore delle azioni

con soli €10 ho costruito il futuro…

E anche questa vi sembrerà una delle tante mie storie assurde… come al solito… “COSE DA MATA” impossibili, da fumetto, solo nelle favole… invece NO.

Anche questa volta è UNA STORIA VERA.

Quella di JAGO (riferimento a fondo pagina) e del Rione Sanità di Napoli.

Nell’immaginario collettivo, anche se sai poco di Napoli, se pronunci “Rione Sanità” ti si aprono subito file nefasti. E non ti viene in mente che è stato il luogo a dare i natali a Totò, presenza di palazzi costruiti con architetture straordinarie (Palazzo dello Spagnolo), chiese significanti come la chiesa di Santa Maria Maddalena ai Cristallini (la chiesa blu).

La reazione è quella di fuggire da lì… come forse lo è stata per molti (giovani) che, non avendo altra possibilità (se non quella di soccombere) sono stati costretti ad abbandonare la propria dimora.

cosa SPINGE A FUGGIRE?

potremmo dire per non accettare il compromesso ma nel senso di “compromettere, mettere a rischio la reputazione, generare danno”, ma non lo faremo ( non per ora).

Ciò che mi preme raccontarvi è nascosto dentro queste parole: DEVI, DOBBIAMO e una che non si vede ….PRESSIONE.

C’è una parte in ogni essere umano legata al pragmatismo ed ha come scopo arrivare agli obiettivi ma…se dall’esterno arrivano troppe informazioni, troppe pressioni, troppe richieste contemporaneamente, perde la direzione e soprattutto perde il contatto con se stessa. Come se all’improvviso non avesse più un progetto logico da seguire. Diventa così DIPENDENTE dalle volontà esterne per poter proseguire e per poter dare fede alla sua natura composta. Ma così facendo, perde la sua identità e nel tempo (più o meno breve) da prigioniera innocente, tenterà la fuga. Il primo passo sarà verso se stessa per istinto di protezione e sopravvivenza, dunque si chiuderà dentro. E sono quelle tre parole lassù, a determinare tutto.

Possiamo riconoscere questo atteggiamento in improvvisi mutismi, chiusure improvvise, perdite di interesse che sfoceranno inevitabilmente in altrettante reazioni di compensazioni … più comuni ed evidenti delle prime perché più distruttive ed eclatanti.

Sì, sto parlando di demoralizzazione che ha come reazioni evidente il bisogno di distruggere o, di non attendere la raccolta dei risultati, ovvero di fermarsi prima. Questa reazione che ci spinge a fuggire è dunque una forma di reazione di sopravvivenza, quando intorno a noi si sta costruendo una prigione invisibile fatta di obblighi, divieti, impossibilità di espressione che ci priva di una identità e di una dignità...

e queste pressioni possono essere generate da qualsiasi forma di REGOLE IMPOSTE, giuste e non!

Questa è la storia intrecciata di chi parte (fugge), torna e di chi scegli di restare. Le storie che si mescolano, quasi a creare un unico battito, sono:

quella di JAGO, artista straordinario che nei primi anni della sua attività, è costretto ad espatriare per trovare il suo spazio di espressione, perché (ma dai???!) non apprezzato in patria.

quella dei ragazzi della Cooperativa La Sorte, che hanno scelto di restare.

e quella di un luogo pieno di tesori … Rione Sanità (NA).

Tutto grazie ad un “Termometro” che non citeremo ma che vi faccio raccontare dal mio amico Termy, perché è un suo amico.

è un astronauta, Naviga tra le stelle ovvero tra i TALENTI di ogni esistenza visibile ed invisibile. Ha una funzione specifica… ascoltatelo.

Ciao Mata, mi presento. Sono un NAUTA ovvero navigo e galleggio, non appartengo a nessun mondo ma li conosco tutti. 

Viaggio costantemente tra un mondo ed un altro. Ho un compito ben preciso. Misuro la capacità di BRILLARE di ogni esistenza. Ed è così che sono andato in aiuto dando indicazioni concrete su come UNIRE le storie che hai citato. E’ solo così che è CERTO che ANDRA’ TUTTO BENE  e te ne spiego anche i perché.

Massima attenzione dunque, perché è molto importante ciò che sto per dirti.

Prima di tutto io misuro I GRADI ovvero la capacità di ESSERE IN GRADO di fare o non fare alcune azioni.

Porto due tute per navigare:

  • una si chiama UMILTÀ, ovvero accorgersi che ci sono azioni che si possono fare ed altre che invece non sono costruttive. 
  • l’altra si chiama RESPONSABILITÀ che non è altro che la capacità di rispondere di se stessi.

ASCOLTARE; FARE CORRETTE VALUTAZIONI e ORGANIZZARE, sono gli attrezzi che porto dal mio pianeta.

Ed è così che ho unito: la forza (per alcuni considerate presunzione) di JAGO, con la mia perseveranza ed ho usato le sue opere per creare opportunità di lavoro e quindi di vita sana, ad un gruppo di giovani che NON VOLEVANO FUGGIRE ma neanche SOCCOMBERE!

Il marmo bollente, carico del cuore pulsate di questo giovane ma testardo artista tutto Italiano, e il coraggio di questi ragazzi e ragazze, hanno determinato LA SVOLTA di cui molti hanno parlato per troppo tempo a vuoto, ma solo loro hanno realizzato , determinando LA SORTE che desideravano per loro stessi e la loro “casa”.

GIUSTE AZIONI, questa è la chiave. Le stesse che possiamo fare noi, nel nostro piccolo, andando a visitare il Museo. Con sole € 10, costruiamo fattivamente la rinascita di questo posto.

JAGO

JAGO MUSEO

Cooperativa La Sorte

noi di biglietti ne abbiamo pagati 3 😉 come il simbolo del cuore che JAGO ha scolpito in un sasso…

amabil§mente

unione di menti ed unione di intenti, quelle cose che accadono quando scegli di cambiare l’ordine delle cose e fai ciò che è giusto anziché ciò che è meglio: l’inatteso.

Perché si sa, il meglio è nemico del bene e quando si vuole a tutti i costi perseguirne il senso, si perdono di vista le cose vere.

Cose da Mata, direte voi, e ci potete giurare! Sono solo queste che intendo raccontarvi, perché si raccontano solo le cose che contano e oramai se conoscete un pò la mia autrice e me, dovreste averci fatto l’abitudine.

La storia che tratteggerò oggi, parla di incontri inattesi che fanno cambiare prospettive.

Accadde un giorno che grazie al suggerimento di Sissilillipirilli, decidemmo di seguire l’onda e proprio grazie ad un’onda accadde un incontro memorabile che mai avremmo potuto neanche immaginare.

Chi è Sissilillipirilli??? Ma ancora non conoscete i miei amici Unitanti? Che pazienza che ci vuole…

Lei è una gattina molto vivace che nel suo nome porta già una chiave, una frase magica, ed insegna come mettere in pratica il QUI ed ORA.

Si presenta ogni volta che il Tempo rimane incastrato dentro le pieghe della mente la quale, si ostina a voler determinare gli eventi, quando invece, è solo un registratore di essi.

Ma è dura farglielo capire… alla mente. Così arriva lei e con maestria, conduce nel luogo in cui il Tempo attende di essere ripreso. La frase magica di cui è portatrice, si pronuncia così: Sì Sì, per affermare forte l’azione; lì lì, individuando con esattezza il luogo giusto dove occorre essere; pirilli, è il salto spazio temporale che non si può mancare, per esserci senza discutere.

usa anche tu la frase magica per gestire il tempo

… …

… …

Ed è stato così che grazie a lei ci siamo ritrovate, con una nuova amica, sull’onda della meraviglia.

e di onde ce ne erano davvero tante

ed anche molto irritate

Ma è stato un incontro pieno di segreti e preziosità e quindi non posso ancora svelarne tutti i dettagli.

Sono Mata e sono solita mantenere riservatezze inaudite, tutte quelle che solo una punta di matita sa di custodire…

Vi dico solo che la mia autrice e me, ci siamo ritrovate al cospetto di un famoso attore che per ora chiameremo “colui che dona doni“, ed un noto regista che per ora chiameremo “Andrea detto Francesco”, insieme alla nostra nuova amica che per ora chiameremo Nella perché sorella della mia amica Sissillipirilli. Nella conosce bene il significato del QUI ed ORA.

Ciò che è accaduto, è scritto nel titolo di questo racconto… amabil§mente.

Con garbo e meraviglia, si sono generate connessioni profonde tra persone che forse mai si sarebbero potute incontrare, e che invece, si sono ritrovate intorno ad un caffè ed hanno lanciato fili dorati per ritrovarsi.

Hanno creato di tanti mondi dispersi, un unico concetto … aggregandosi in un nuovo paragrafo di una storia tutta da raccontare.

Cosa accadrà …?

Dovrete continuare a seguire per scoprirlo.

😉

la pazienza non costa nulla

ci ha detto senza esitazione Nicola un giorno…

non sapete chi è Nicola detto il Gaudì italiano di Grosio?

Allora devo proprio raccontarvelo… aspettate, ora ve lo presento.

In un comune italiano della Valtellina, Grosio appunto, si trova un giardino incantato.

E’ stato proprio il mio nuovo amico Nicola a realizzarlo, e ci vengono da tutto il mondo a visitarlo. Ma, lui non se ne cura, continua ad abbellire il suo mondo proprio come faccio io.

Senza averlo programmato, un giorno, la mia autrice è capitata lì e loro due, nella massima semplicità si sono parlati e conosciuti e sono finiti a dipingere insieme. Lei ha lasciato nel suo giardino il mio tratto, una sorta di buon augurio per la sua splendida iniziativa che lui, ha fatto per se stesso.

Avete capito bene, lui ha proprio detto “l’ho fatto per me, non ho mai pensato che mi avrebbe fatto diventare noto”.

Un abruzzese catapultato in Valtellina per cercare lavoro, nel1982 inizia questo capolavoro (senza minimamente idea che lo sarebbe diventato) per salvare il suo matrimonio.

“Tutto questo l’ho fatto con l’unica materia che non costa nulla, la PAZIENZA. Bisogna lasciar correre, non prendersela.” Così lui anziché arrabbiarsi per incomprensioni (normali nella vita) ha preferito, in tutti questi anni, dedicare il suo tempo a creare bellezza. Trasformando così ogni reazione, oggetti vecchi, cose inutili, in BELLEZZA.

“Dovevo fare un muro di contenimento su questa parete della montagna” indica ciò che si trova alla spalle della sua casa. ” E così pezzo dopo pezzo ho realizzato un orto fatto a terrazze, ma ho voluto abbellirle per me”.

Ed è così che giorno dopo giorno, un pezzettino di vetro dopo un altro, gradino per gradino (ognuno decorato), gli anni si sono susseguiti ed è nato il GIARDINO ROCCIOSO. E mica se lo aspettava che venissero da tutto il mondo per ammirarlo (oltre 1000 visitazioni al giorno).

Pensateci, ha dell’incredibile tutto questo. In un paesino sperduto in una valle, improvvisamente un via vai di persone che ti vengono a trovare e tu non hai idea neanche perché.

Nicola è gentile, socievole, ma è rimasto l’uomo semplice di sempre di cui tutti in paese parlano benissimo.

Nicola rifugge ogni notorietà, non fa il divo, ricerca semplicità e rapporti umani autentici. Credo sia stato questo a piacergli di me. Per questo ci è venuto incontro ed ha voluto conoscersi. E’ andata proprio così. Lui era dentro al suo laboratorio, con la porta semichiusa. Ad un certo punto è uscito come se ci stesse aspettando. Un appuntamento magico preso dai miei amici UNITANTI, ne sono certa.

Ed è così che la mia autrice su suo invito, è finita a disegnare insieme a lui.

Ora anche io sono nel GIARDINO ROCCIOSO del Gaudì italiano e ne sono felice e fiera.

Tornerò a trovare il mio amico Nicola a Natale, perché è stato davvero un onore conoscerlo e la sua storia è davvero da raccontare, 70 anni vissuti a creare bellezza. Un vero UNITANTE!

Io sono felice di averlo conosciuto.

Rimanete in connessione perché ve ne parlerò ancora ma intanto voi, andate a visitare questo posto magico.

L’ingresso è libero e NON bisogna prenotare e se sarete fortunati potrete incontrare Nicola 😉

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