Ci sono viaggi e “viaggi” alcuni ti tracciano più di altri.
L’ Africa è uno di questi. Mata sostiene che il detto “il mal d’Africa” dipenda dalla musica che si sente nell’aria…. non è una musica vera in verità.
Tutto danza in Africa, gli alberi, la terra, gli animali e questa danza che si muove con un
ritmo implicito, crea una musica … questa musica ti rimane dentro. Ti incide l’anima, la segna, la ribalta e la porta a scoprire parti nascoste e misteriose.
In Africa si scopre il mistero di sé e della natura…..
E quando ti sembra di esserne uscito, sei nella città più moderna (Johannesburg ad esempio), fermo al semaforo o in coda alla cassa, appena ci si ferma … il ritmo riprende e la danza prende il sopravvento e non puoi farne a meno, devi muoverti sinuosa e flessuosa.
E ti accorgi che danzare è più naturale di quando tu possa credere…
La natura prende il sopravvento e ti senti parte di essa senza poterne uscire e senza poterne più fare a meno. E questo accade solo qui. Non c’è un altro posto sulla faccia della terra che generi questa sensazione. Se la provi non la dimentichi più e l’unico modo per riprovarla è tornarci …. ecco, questo secondo Mata è il “mal d’Africa” e una volta “contratto” non c’è medicina…. c’è solo voglia di proseguire quella danza……
