Saremo IN GRADO?

un agente segreto molto speciale

(come ogni personaggio è ispirato a persona esistente ma questa volta non se ne può svelare l’identità)

Nome in codice: Grado

Identità pubblica: Agente segreto sotto copertura, noto solo ai vertici dell’organizzazione.

Si presenta  elegante, sempre in giacca scura ben tagliata. Sguardo penetrante, sorriso appena accennato che mette soggezione e curiosità. È un termometro! Per la precisione LO è DIVENTATO!

VIENE DA UN ALTRO MONDO!

Arrivato sulla terra per il grave rischio che l’umanità sta correndo, il suo potere non è misurare la temperatura, ma valutare il “grado di capacità” delle persone.

Quanto le persone sono IN GRADO di rimanere UMANE!

Quando punta il suo sguardo “termometro”, la scala non segna gradi Celsius o Fahrenheit, ma livelli di prontezza, coraggio, competenza e determinazione.

NON MENTE MAI: chiunque si sottoponga a Grado, scoprirà se è davvero all’altezza di ciò che dice di voler fare. Eh già la prima cosa che misura infatti, è se le persone SONO IN GRADO di mantenere la parola data.

Affascinante e misterioso: parla poco, ma ogni parola è calibrata.

Mentore severo: non giudica, ma mostra a ognuno la verità su se stesso.

 Misterioso: nessuno sa se lavora davvero per un’organizzazione governativa o se segue una sua agenda segreta.

Un tempo scienziato specializzato nella misurazione di parametri umani in contesti estremi. Durante un esperimento segreto ha sviluppato un sensore unico, che poi ha integrato in sé stesso: è diventato lui stesso UN TERMOMETRO. Da allora, è diventato una sorta di “giudice invisibile” delle missioni più delicate. Ed oggi, grazie a Mata, è corso in aiuta della missione più difficile che la terra abbia mai dovuto affrontare: restare umani.

OCCORRE TRATTARLO CON RISPETTO

Può essere alleato: guida chi lo incontra, mostrando chi è pronto e chi no.

Può diventare un antagonista enigmatico: se ritiene che qualcuno non sia all’altezza, farà di tutto per fermarlo, arrestarlo e farlo uscire dalla “storia”. (come lo sa solo lui)

Se lo incontri devi interrogarti: la sua presenza è sempre un banco di prova: SARI IN GRADO di fare ciò che hai proclamato a parole sbandierandolo ai quattro venti?

NESSUNO HA MAI SAPUTO IL SUO VERO NOME

La notte in cui incontrò Mata, la sua missione era infiltrarsi in una organizzazione che stava tentando di distruggere l’umanità. Il suo compito non era eliminarla. No: Grado  doveva conoscere chi ne faceva parte per poi  valutare e reclutare, chi davvero avrebbe avuto le capacità per fronteggiare questa organizzazione. Doveva così individuare  chi, avesse davvero la forza, la lucidità e la volontà di portare a termine un incarico impossibile: salvare quel poco di umanità rimasta.
Con un sorriso enigmatico, Grado,  regolò i guanti neri. La colonnina rossa salì lentamente fino al numero 7. Era il segnale: qualcuno lì dentro stava mentendo. E per chi non superava la prova, incontrare Grado, non era mai una buona notizia.

rapporto segreto

Mata che era lì per lo stesso motivo, comprese che aveva finalmente un alleato vero. 

La coppia Mata&Grado era appena nata

Lei precisa, metodica e razionale. Lui, affascinante e misterioso.

MATA “tagliente” e calcolatrice, divenne subito il cervello tattico” della coppia. Già Agente  segreto con specialità nell’analisi, nei codici e nella scrittura di messaggi in linguaggi cifrati. 

Grado invisibile, istintivo, capace di misurare immediatamente parametri utili a mettere in guardia e quindi allontanarsi velocemente dal pericolo: ASSENZA di umanità!

Se Grado misura le capacità, Mata le annota, interpreta e archivia, trasformandole in dossier utili per le missioni.

Grado è l’istinto, la lettura immediata delle persone.

MATA è la memoria, la stratega che sa trasformare le intuizioni in piani concreti.

Tra i due c’è un’alchimia unica: un po’ di rivalità, un po’ di attrazione mai detta, ma soprattutto una fiducia assoluta sul campo.

Insieme, formano una coppia letale: il Misuratore e la Scrittrice del destino (perché lei, nessuno lo sa, può riscrivere le storie di chi la incontra)

ne vedrete delle belle …..

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In guardia

Un tuffo nel passato per comprendere il presente e costruire un futuro degno di umanità: il mio viaggio a Guardia Piemontese, piccolo comune situato in provincia di Cosenza, in Calabria, nel sud Italia. Luogo di grande interesse storico e culturale, soprattutto per la sua singolare eredità valdese e occitana, che lo distingue nettamente da altri borghi calabresi.

Una delle poche comunità di minoranza occitano-linguistica, che deve le sue origini aI movimento valdese. Siamo nel XII secolo a Lione.

I Valdesi predicavano la povertà, la lettura diretta della Bibbia, e rifiutavano molti dogmi e pratiche della Chiesa cattolica. Per questo furono dichiarati eretici già nel 1184. Iniziarono a subire persecuzioni, rifugiandosi in aree montane come le Valli Valdesi del Piemonte. Alcuni gruppi valdesi si rifugiarono nel sud Italia nel XIII secolo, protetti da feudatari normanni tolleranti. Fondarono Guardia Piemontese (chiamata un tempo “La Guardia Lombarda” o “La Guardia dei Valdesi”), portando con sé lingua, cultura e fede riformata.

Vado in questo posto per ricordare uno dei più gravi episodi di intolleranza religiosa. Più che mai in questo momento è bene averne memoria perché la storia è lì per non farsi ripetere.

Mata

 Nel 1561 avvenne una vera e propria strage: l’Inquisizione arrestò e torturò molti valdesi. Gli uomini furono massacrati, le donne violentate, i bambini deportati. Dopo questo massacro, il culto valdese fu vietato. I sopravvissuti furono forzatamente cattolicizzati, ma molte famiglie conservarono in segreto memoria e identità.

Vi ricorda nulla?

Se andate a Guardia Piemontese è bene sapere che qui ancora si parla l’occitano.

L’occitano è una lingua romanza parlata storicamente nell’Occitania (sud della Francia), in alcune valli alpine del Piemonte e in alcune colonie linguistiche, tra cui Guardia Piemontese. È la lingua dei trovatori medievali e ha un’importante tradizione letteraria.

L’occitano di Guardia Piemontese

 Il dialetto locale è chiamato “guardiolo”: è una variante piemontese-occitana, influenzata dall’italiano e dal calabrese. Fu parlato per secoli nella comunità come lingua d’uso quotidiano, ma ha subito un forte declino dal XX secolo in poi. Oggi è parlato fluentemente solo da pochi ma è oggetto di tutela e valorizzazione come minoranza linguistica storica riconosciuta dallo Stato italiano.

Viaggiare è conoscere la lingua del posto:

Bonjorn= buongiorno

Coma annem?= come stai?

Me siu= Io sono

Aiquesta tèrra= questa terra

   

in guardia dunque… perché la storia è lì per non farsi ripetere…

gli UNITANTI

UNITANTE è una parola che Mata ha portato dal suo mondo U.N.O.

per lei il concetto di UNITARE è fondamentale perché è legato al talento di indagare e fare nessi.

I temi trattati sono riferiti esclusivamente alle scoperte di MLBsystem®, nelle quali i talenti e le attitudini hanno una grande rilevanza: sono artefici della pace reale, quella che ogni essere umano vive con se stesso.

Perché sono importanti i talenti dunque.
Hanno una ricaduta immediata sul nostro comportamento.
Sono causa del conflitto quando non li usiamo.
Usarli nella vita quotidiana (e non solo quelli artistici) serve a diminuire le compressioni.
IN PARTICOLARE, L’INDAGINE e I NESSI collegati al saper creare strategie:
Servono a saper fare corrette valutazioni.
Valutare tutti i rischi e tutte le “incidenze”.
Evitare pericoli, generare vera sostenibilità.
Da non dimenticare dunque, l’applicazione di questo talento in ambito IMPRENDITORIALE, che serve a fare corretta:
-valutazione in fase analitica del business, per fare una corretta strategia di impresa.
-impegnarsi in quello che siamo in grado di portare a termine e CREARE davvero bellezza anziché spazzatura.

Ed ecco perché per M.A.T.A. e gli UNITANTI, UNITARE è diverso da UNIRE.
UNITARE presuppone la CONOSCENZA e l’ACCOGLIENZA delle UNICITA’, ma sapendo fare corrette valutazioni altrimenti si incorre in
LIVELLAMENTO    
APPIATTIMENTO
IMITAZIONI          
EMULAZIONI
COSTRIZIONI  
ARTEFAZIONI DELLA REALTA’

Noi  Unitanti, per chi ancora non lo sapesse, veniamo dal Mondo U.N.O quello dell’ UNIONE NATURALE ORIGINALE, dove non esistono scissioni ma costanti connessioni. Pensiamo in modo unitario, circolare. Creiamo unioni … quindi mai o l’una o l’altra (di qualsiasi cosa si stia parlando) bensì UNO”

parola di Mata

IL MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI?

recensione del libro di Amerigo Festa

siamo le scelte che facciamo per questo siamo ancora in tempo per cambiare rotta
Mata

Nel libro di cui ho intenzione di narrarvi oggi, si potrebbe pensare a primo impatto che ci sono scenari apocalittici, degni di un romanzo di fantascienza misto ad horror, se non fosse che invece è la fotografia della realtà in cui l’umanità sta vivendo oramai, dormiente, da troppo tempo.

L’autore, non ci risparmia l’osservazione della realtà. Ce la offre in un ventaglio di scenari che dominano la quotidianità di tutti.

Si riserva e riserva ai lettori però, con garbo, uno spazio in prospettiva. Fiducioso, ancora, nonostante tutto e nonostante la sua professione di avvocato penalista, che l’umanità possa farcela. Possa fare appello a risorse interne alla sua stessa umanità e spezzare l’andamento in declino che sembra oramai inesorabile.

Può sempre un libro per “addetti ai lavori”, una ricerca socio culturale, servita quasi come sonetti poetici che tutti, invece, dovrebbero leggere soprattutto i più giovani che sono fagocitati dalle circostanze senza comprenderne le ragioni reali.

Si può certo scegliere di proseguire ad occhi chiusi ed accettare di essere il PRODOTTO anziché il PRODUTTORE. Si può certo scegliere di fregarsene e demandare ad altri la responsabilità del cambiamento. Certamente, ma, se invece rimane ancora una fiammella accesa, se ancora ciò che si vive non è aderente a ciò che si sente giusto… allora…

Il mio amico Tito, giovane matitino con tutta una vita davanti, ha trovato questo libro molto molto interessante.

Lo ha preso come suo riferimento per crearsi davvero il MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI!!!

Puoi farlo anche tu.

Per avere il libro basta cliccare qui su CLICCAMI e chiederne tramite messaggio, una copia

Il libro non è in vendita in nessuno store. I contributi raccolti sostengono progetti sociali.

Buona lettura …

la vostra

DIARIO DI MARGOT

recensione al libro di Marina Sofi Rossi

quanta forza ha un bocciolo di fiore che obbedisce alla sua forza di sbocciare?

Mata

Per poter scrivere di questo libro, DIARIO DI MARGOT ho dovuto prima finire di asciugarmi le lacrime che sono scese, riga dopo riga, miste di tante emozioni. (che non svelerò per evitare di fare spoiler)

La mia punta di mina, si è fermate tante volte con il desiderio di rimanere leggera ed attenta, senza rompere i fogli in cui stavo scrivendo.

L’autrice Marina Sofi Rossi, arriva a toccare l’anima, affrontando temi intensi con la delicatezza e la forza di un bocciolo che sta iniziando a dischiudersi.

Ed è questa apparente “contraddizione” a rendere questo libro particolare.

Per entrare meglio nella narrazione, ho chiesto aiuto a Sissilillipirilli, la mia amica gatta che sa come divincolarsi dalle ferite del tempo e insegna a vivere nel presente, quello che anche la protagonista del libro scopre giorno dopo giorno, grazie al suo diario.

Sì cara Mata, uno dei principali protagonisti di questa storia è un diario. Ed è questa la particolarità.

Nella “leggerezza” del giorno dopo giorno, si evincono spaccati che lasciano senza parole e senza fiato. In un diario, si sa, si racconta di tutto, è il luogo segreto in cui si depositano sogni, desideri, confidenze, pensieri, riflessioni e domande, soprattutto domande! Anche quelle non necessariamente esplicitate.

Il diario diventa il mezzo attraverso il quale la protagonista riesce a trovare la forza per vivere il QUI ed ORA, nel senso più profondo di questa definizione. Trova la forza di rialzarsi davanti alle cadute, cambiare direzione quando si accorge che sta perdendo se stessa. Di voltare pagina e spesso di iniziarne una totalmente nuova, bianca, proprio come uno scrittore quando inizia un nuovo libro. Tutti dovrebbero aver un diario, tutti dovrebbero scoprire la potenza di raccontarsi per trovarsi.

Grazie Sissilillipirilli, è stato proprio così, la protagonista si è scritta, ha riscritto se stessa giorno dopo giorno, scoprendo di potercela fare anche davanti alle peggiori circostanze.

Questo libro celebra la vita e l’uso dei proprio talenti come via d’uscita, è per questo che mi ha molto commossa. Ora ve lo posso dire!

Non vi rimane che leggerlo.

Per avere questo libro basta cliccare sul titolo (in alto) oppure qui CLICCAMI

Per sapere cosa penso dei talenti, invece, seguimi sulla mia pagina FB

… sulla punta di un sorriso

viaggio interumano n°9547/chestraniquestiumani

intervista ad un’ombra…

Oggi mi sono dilettata a parlare con un’ombra, sì l’ombra di una persona.

Camminavo per strada e ad un certo punto la sua ombra si è voltata e mi ha fatto l’occhiolino.

Così incuriosita ho accelerato il tratto e ho voluto parlarle.

“Strano” ho pensato, il sole oggi non c’è, come è possibile che io veda questa ombra?

Detto fatto, come in un film, accade il fermo immagine e tutto si ferma, semplicemente perchè la sua persona era in coda in un ufficio.

Golosa occasione per scambiare due chiacchiere con l’ombra che per facilità di tratteggio chiamerò “Gigliola” perché su un lato del suo confine mi è sembrato si formasse un GIGLIO. Strani giochi della luce credo.

La mia curiosità ha fatto il resto.

Ecco l’intervista:

Ciao sono Mata una matita che si diverte a tracciare dettagli che sfuggono ai più.

Il tuo occhiolino mi ha attratta ed eccoci qui. Mi racconti di te?

“Volentieri. Sono un pò annoiata, facciamo sempre le stesse cose e la stessa strada ogni giorno. Mai un cambiamento, un gesto nuovo. Che ne so, una espressione inattesa.

Così vedendoti, inusuale e inaspettata, ho cercato di attrarre il tuo sguardo. Quando mi ricapiterà di incontrare una matita parlante?!

Ci sono riuscita, sei qui. E posso parlare un pò con te anziché seguire sempre questi stessi gesti da anni.

Troppi.

Sentire sempre i soliti lamenti senza però mai vedere la vera volontà di fare qualcosa di nuovo di diverso. Noi ombre siamo ancorate, legate in modo inevitabile alle nostre persone. Siamo qui per dar loro spessore, definizione, come si fa in un quadro, ma non CONFINI.

Gli umani invece, sembra che trovino gusto nel generarsi continui, LIMITI… che strane creature!

Ma tu non sei umana e quindi mi comprendi?

Io vorrei danzare, ogni tanto. Vorrei volteggiare, cambiare forma, trovarmi nel nuovo e scoprire che posso fare molto di più che essere trascinata dalla mia persona.

Potrei persino cambiare posizione. Diventare un parasole, o una pedana per saltare.

Insomma chi mai ha sperimentato tutte le potenzialità di un’ombra?

Ora però devo andare, la fila si muove ed è arrivato il nostro turno. Grazie per avermi ascoltata anche se solo per questo breve istante. Porta questo messaggio a più persone che puoi, per favore.

Anche noi ombre abbiamo una vita e possiamo fare molto di più.”

Grazie Gigliola.

Che strano incontro, sono frastornata. Non ci avevo mai pensato che un’ombra avesse una propria identità.

Quante cose diamo per scontate, quanti gesti si ripetono abitudinariamente senza rendersi conto che così non si crea nulla di nuovo.

Ed è solo, invece, creando il nuovo, che si evolve. Mi fa nascere un piccolo sorriso sulla punta.

Dovrò dirlo… sì sì, intanto inizio da qui:

Aggiungi ogni giorno un gesto nuovo alle tue abitudini, una parola che non hai mai usato, una via che non hai mai percorso, cambia sequenza, cambia schema e goditi il sorriso che da questo nascerà.

UNPERFECT

recensione al libro di Antonella Gramigna

la passione è l’unica forza che muove ogni azione e scelta, senza sarebbe una matita senza mina

Mata

Il libro di oggi ve lo faccio raccontare da Gran G. Non sapete chi sia?

Ma come?

Matine e matini, come potete seguire le mie storie se non conoscete il mio amico (uno dei 6 Unitanti) nonché mio grande amore (impossibile)?!

Gran G è una gomma da cancellare!

Tra noi è stato ed è ancora un grande amore, solo che abbiamo scelto di viverlo in un altro modo.

Prima lui con la sua irruenza, cancellava ogni mio tratto, per proteggermi e per la sua innata voglia di rendere tutto PERFETTO.

Ma io sono una MATITA; la perfezione non è parte della mia storia.

Io sono nata per tracciare, in modo scomposto, mille e più righe per RENDERE L’iDEA di ciò che voglio raccontare: IL MOVIMENTO.

Posso farlo solo nell’imperfezione e solo pochi tratti vanno cancellati altrimenti la STORIA che sono intenta a raccontare, non si dispiega e non se ne comprende il senso.

Questo libro UNPERFECT di Antonella Gramigna, ve lo faccio raccontare dunque da lui, perché è parla proprio dell’importanza dell’IMPERFEZIONE.

” Cercherò di farlo con la massima attenzione cara Mata, anche perché me ne sono totalmente innamorato. Leggendo tra le pagine di questo libro, ho ammorbidito tutta la mia naturale durezza che mi porta spesso ad essere irruento!

Io arrivo, vedo che qualcosa non va e CANCELLO, sì e vero e spesso cancello TUTTO indistintamente senza lasciare traccia alcuna di cosa sia accaduto prima del mio passaggio.

Ma ho compreso anche grazie a te, cara Mata, che cancellare non porta mai nulla di buono perché si perde la memoria delle cose che sono accadute e quindi conduce a ripetere gli stessi errori mille e mille volte senza alcune esito costruttivo.

Ed è di tutto questo che parla questo libro, nel quale l’autrice con penna fine ed incisiva, scava nella pieghe del più grande amore dell’umanità: LA DEMOCRAZIA!

E’ una storia d’amore e di passioni:

  • quella della protagonista per il suo lavoro (giornalismo che viene anche un pò messo in discussione nella sua etica e professionalità senza risparmiare critiche e colpi, in un’epoca come questa di grandi strumentalizzazioni mediatiche),
  • quella che intreccia i protagonisti fino a quasi fonderli ( e qui ci fermiamo per non fare spoiler)
  • quella di un popolo per i suoi ideali
  • quella di valori che cercano di radicarsi nonostante i tempi e nonostante il degrado oramai disarmante.

La scrittrice ci immerge in momenti tecnici, vividi, delle elezioni americane del “comandante in capo” del mondo libero, senza dimenticarsi mai delle emozioni (sue e di chi legge) facendo respirare un’aria vibrante, gorgogliante di tutte le contraddizioni che si possono riscontrare in una umanità che continua a cercare se stessa attraverso ogni forma e modalità.

Leggere questo libro perché?

Informarsi è un a buona abitudine per sapersi creare un pensiero critico. Farlo guidati dalla visione accesa di chi fa il proprio lavoro con etica e dedicazione, è meglio!

Tra il vero e il romanzato, alla fine di questo libro si comprendono meglio le scelte che vediamo fare ogni giorni, così da esserne sempre più protagonisti e sempre meno comparse, senza CANCELLARE nulla, perché l’IMPERFEZIONE è parte della storia stessa. Parola di Gran G.

Care matine e cari matina, non ho nulla da aggiungere a queste parole di Gran G (meglio di lui nessuno poteva raccontarvi questa storia) se non dirvi: BUONA LETTURA

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Alla prossima recensione 😉

Storie mie storie tue

recensione libro di Enrica Trovati

a piccoli sorsi i ricordi portano il respiro per trovare la forza di costruire i pilastri della vita
MATA

Dedico questa lettura al mio amico Tito.

Tito, uno dei miei 6 amici UNITATI, è un matitino giovane, all’alba della sua vita, pieno di idee confuse e che ha tutto ancora da scoprire. Ma come tutti i giovani, ha la pretesa di avere già capito tutto e quindi a volta, troppo spesso, con la sua punta spuntata, traccia righe che tagliano fogli. Occorre poi molta cura per rimarginarne i danni.

Sì certo, è così che funziona, senza questo non crescerebbe ma… a volte sarebbe necessario ascoltare le storie di altri, per trarne spunto.

Cosa sarebbe la sua vita senza la traccia che altri hanno percorso?

La presunzione dei giovani dovrebbe essere messa alla prova togliendo i ricordi e togliendo ogni traccia di chi li ha preceduti.

Bisognerebbe farli trovare nell’assenza affinché essi si possano rendere conto che ogni cosa che loro usano e vivono, esiste grazie al passaggio di qualcuno prima di loro. E questo passaggio è stato fatto con tanto impegno, azioni, dolore e speranze.

Nel rispetto dei percorsi reciproci, la storia, le storie, è a questo che servono.

Si pensi ad una vita che iniziasse OGGI, in questo istante, senza alcuna memoria di ciò che è già stato.

Tante infinite possibilità ma, assenza totale di punti di rifermento, necessari per progredire, migliorare, aggiungere e togliere ma comunque RIFERIMENTI.

In questo libro, Storie mie storie tue, ci sono gli abiti mutevoli che servono sul palcoscenico della vita, tutti, nessuno escluso.

Colorati, sciatti, stirati e rinnovati. Se si sanno “indossare” nel rispetto di chi li ha già fatti muovere, si conosce la magia di quella parola che tutti pronunciano e pochi sanno cosa sia: EMPATIA.

L’autrice, con sincerità disarmante, ci offre la sua vita in un percorso di travaglio ma anche di riuscita, a modo suo, come si può, perché così è la vita: perfetta nella sua perpetua imperfezione.

Due parti, una dedicata alla sua vita e l’altra anche… semplicemente due spaccati diversi, come due atti unici di teatro.

Nel primo si prende per mano e si conduce verso la via d’uscita di un labirinto emozionale, nell’altro la meraviglia del saper narrare le vite altrui dando voce poetica ad ogni ciglio mosso per dedicarsi ad esse.

Le vite… che grande bagaglio di conoscenza!

Caro Tito! Auguro a te e a chi leggerà questo libro, la capacità di sapere scrutare e vedere davvero le meraviglie nelle vite proprie ed altrui, meraviglie che non sempre si traducono in “va tutto bene” ma sempre si trasformano in “posso ogni giorno essere il meglio di me”. e nessuna vita è da buttare, da tutte c’è molto da imparare!

E nell’ampolla che ci dona, grazie alle sue pagine, si potrà trovare ogni giorno una goccia di forza di alzarsi ed una goccia di sorriso per se stessi. Queste due gocce sono un ELISIR preziosissimo di cui non si potrà più fare a meno.

Buona lettura

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Ti sparo

recensione libro di Celeste Bruno

genere noir

un susseguirsi di parole mozzafiato che prendono per mano
e portano a fare luce sulla verità

MATA

Si sa io amo “indagare” nelle pieghe degli animi umani alla ricerca degli Unitanti*, ma questa volta ho dovuto fare appello a tutte le mie capacità individuando quella da detective per poter uscire da queste pagine indenne.

Il primo impatto è stato un pò agghiacciante, talmente tanto che ho ancora tanto freddo…

… poi mi sono ben nascosta ed è iniziata la mia indagine segreta…

Ora dovrò usare una punta molto appuntita per raccontarvi questa storia.

Per rimanere delicata ed allo stesso tempo incisiva.

Questo libro TI SPARO, è stato un viaggio nelle pieghe più profonde dell’animo umano, quelle buie, quelle che non vorresti mai vedere. Ma anche quelle della rettitudine che invece infondono sicurezza e sollievo. Il bianco e il nero, gli opposti che si muovono in cerchio, quasi attratti gli uni dagli altri.

Guidata da un’abile penna, quella dello scrittore, partendo dalle cronache minuziose, mi sono ritrovata a scoprire immagini immersive, fino a sentirne l’odore e le emozioni, il palpitare del cuore che corre all’impazzata.

Tutti credono che io, in qualità di matita, non provi emozioni e sentimenti, ma di cosa potrei scrivere se non fossero questi a passarmi nella mina?

E in questa storia, le emozioni si fanno talmente dense che non puoi staccare gli occhi dalle pagine, fino alla parola “verità”.

Ma la verità che mi ha colpita è quella delle scelte che a volte si è portati a fare a causa di tanti incroci. E svolta dopo svolta ti ritrovi dalla parte opposta a quella da cui eri partito.

Ma sono ancora le scelte che poi possono riportare al punto di partenza.

Si può sempre scegliere, questo è il senso della storia (vera) raccontata. Non è mai troppo tardi, nonostante tutto.

E’ nella mia natura guardare l’umanità da Unitante, senza giudizio, senza scissione e cercando quindi di capire i perché delle scelte che si fanno.

E qui di perché, soggettivi, ce ne sono davvero tanti e sono questi che dovrebbero interessare a lettrici e lettori, andando oltre le apparenze.

Questo è un libro da leggere perché nella sua “crudezza” descrive una delle realtà possibili in cui si può cadere e, solo conoscendola, si può intravedere la possibilità di evitarla o, del “ritorno”.

Tutti i personaggi descritti hanno motivi per fare ciò che fanno, rendendo la storia crudele e segnante. Sai da subito che il finale non sarà lieto ma ciò che scopri ti rende più forte, quasi immunizzato.

Non si può vivere sempre “nel mondo delle fiabe” , parola di Mata, e più conosci la realtà e meno illusioni potranno ferirti.

Ma lo scrittore ha le prove, e ce le dona: la verità ha una forza tutta sua e ad un certo punto si manifesta, anche se ci mette del tempo.

Nel gioco delle parti, forse tutti giocano a far in modo che questo accada!

Buona lettura

Per avere il libro basta cliccare sul titolo (evidenziato il blu) o qui CLICCAMI

*Noi Unitanti, per chi ancora non lo sapesse, veniamo dal Mondo U.N.O quello dell’ UNIONE NATURALE ORIGINALE, dove non esistono scissioni ma costanti connessioni. Pensiamo in modo unitario, circolare. Creiamo unioni … quindi mai o l’una o l’altra (di qualsiasi cosa si stia parlando) bensì UNO ….

si tratta di tratti d’amor ritratti

Mataaaaa dove vaiiiii

Cara la mia autrice… esco dalle pagine e viaggio per il mondo.

Gran G (il mio amore, gomma da cancellare) ha sconfitto per me tutti i pericoli e tutte le situazioni che avrebbero potuto crearmi sofferenza.

Il nostro è un grande amore anche se non è possibile viverlo, è evidente, io una matita e lui una gomma da cancellare … complementari solo all’apparenza.

Questo non toglie che tra noi l’amore resti e si trasformi in stima e sostegno reciproco.

Con il tempo lui ha imparato a relazionarsi con me, ed anziché cancellare i miei tratti, tentando di modificare il mio essere matita, ora cancella i pericoli che potrebbero nuocermi. Anche lui non ha modificato la sua essenza ha solo imparato ad usare le sue attitudini nei contesti adeguati.

E’ stato un grande lavoro di relazione, nel quale ho dovuto fare appello a tutte le mie ME (un giorno ti racconterò), usare tutte le mie attitudini e talenti e dire tanti NO. Mettere degli ALT, adoperare i mei gesti (e non le parole) per fargli comprendere cosa mi stava consumando.

Alle fine ce l’abbiamo fatta, ed ora lui mi ha lasciata andare finalmente libera per il mondo.

Nel mio cuore ho amore per lui, ma nella quotidianità non eravamo compatibili e abbiamo compreso che il vero amore non è fatto di possesso o oppressione.

Ed ora siamo in giro per il mondo ad insegnarlo agli essermi umani.

Mia cara autrice… dillo in giro anche tu e non solo nel mese dedicato.

Il rispetto è la gentilezza non hanno a che fare con le “moine”.

Saper vivere gli altri senza giudizio, senza derisione e soprattutto vedendo chi sono davvero (e non ciò che si viene come impressione soggettiva) è quello che tutti dovrebbero imparare.

Ora vado ma torno preso, abbiamo tante cose da fare insieme.

25 NOVEMBRE giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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