guarda che io…

risvolti inattesi di un viaggio in cui, la mia autrice (come sempre) è in incognito.

Le piace viaggiare in sordina, così da potere incontrare davvero circostanze e persone.

Qualche volta ci riesce fino alla fine altre volte…invece può accadere che, per salvare una tazzina ci si debba presentare.

Poco cambia a dire il vero, da quando viaggio con lei ho compreso che le accadono sempre cose “magiche”… come magica può essere la conoscenza insolita di due dei tre proprietari del b&B Mìkeme di Carrara.

Tranquilli questa non è una pubblicità, noi non ne facciamo, siamo solite pagare ;-).

E’ solo un tratteggiare ciò che accade e che ci colpisce e solo quando vale la pena, lo raccontiamo!

E questa è la storia di una tazzina da caffè, sì, hai letto bene, una povera tazzina da caffè che non veniva apprezzata… fino al nostro arrivo.

Considerata troppo piccina, si sentiva a disagio ed ogni volta doveva dimostrare di potercela fare.

Causa di dibattito tra i “due” , la poveretta ogni mattina, doveva alzarsi all’alba e sull’attenti, dimostrare di essere all’altezza.

Curata e voluta da uno, disprezzata e beffeggiata dall’altro, portava il caffè agli ospiti, ignari di tanto dolore.

Quella mattina, ad assistere al duello siamo capitate noi.

Coinvolte (guarda caso) nella singolar tenzone, abbiamo, ovviamente preso le difese della di cui storia.

Ovviamente, direi, portando a sua discolpa innumerevoli ragioni. E’ bella, particolare, insolita. E sì, forse un pò piccola e scomoda per chi deve maneggiarla ma forse è proprio questo il senso di tutta questa storia, le cose belle e delicate vanno trattate con cura, non puoi rivolgerti ad esse in modo grossolano.

guarda che io” ad un certo punto ci ha detto, fiera della sua particolarità “sono la scusa per farvi conoscere“, come dentro al Paese delle Meraviglie di Alice…

Sì lo sappiamo che anche il libro IL VIAGGIO DI PENELOPE cita indirettamente Il paese delle Meraviglie con una delle sue protagoniste Alice, appunto. Ma loro mica lo sapevano … capito la magia?

Capito? Capito? Capito dunque il senso dell’accaduto?

E’ stato solo grazie a lei che abbiamo così conosciuto i “due” simpaticissimi proprietari. I quali, ci hanno rallegrato la colazione, permettendoci di conoscerci un pò meglio tutti quanti.

Di loro magari vi racconterò più avanti ma fidatevi, c’è un mondo interessante che vi attende.

Se volete passare a trovarli basta cliccare qui CLICCAMI e sarete subito in contatto.

Ps.

Guarda che io è proprio il significato del loro nome (Mìkeme) ti pare che non glielo chiedevamo ???!!!

-noi siamo capitate lì per caso, se il caso esistesse

-ci hanno raccontato la loro storia particolarissima ma dovrete andare da loro se vorrete scoprirla, noi siamo riservatissime e anche un pò “gelose” delle nostre scoperte ;-).

Alla prossima storia

dove sei stata?

Cara Mata è davvero tanto che non ci vediamo.

Entrambe perse nelle nostre sensazioni ma sempre in collegamento e so che tu sai cosa è accaduto in tutto questo tempo.

Ma ora è il tempo che io lo racconti anche ad altri.

Riprenderemo i nostri racconti e ci faremo aiutare da tutti per farlo.

Voglio raccontare tutte le storie che i miei occhi hanno raccolto in tutto questo tempo.

Un pò alla volta … ce la faremo.

Per ora ti dico solo che … ho visto cose meravigliose.

A presto

MLB

musica che incide l’anima

Ci sono viaggi e “viaggi” alcuni ti tracciano più di altri.

L’ Africa è uno di questi. Mata sostiene che il detto “il mal d’Africa” dipenda dalla musica che si sente nell’aria…. non è una musica vera in verità.

Tutto danza in Africa, gli alberi, la terra, gli animali e questa danza che si muove con un Mata Africaritmo implicito, crea una musica … questa musica ti rimane dentro. Ti incide l’anima, la segna, la ribalta e la porta a scoprire parti nascoste e misteriose.

In Africa si scopre il mistero di sé e della natura…..

E quando ti sembra di esserne uscito, sei nella città più moderna (Johannesburg ad esempio), fermo al semaforo o in coda alla cassa, appena ci si ferma … il ritmo riprende e la danza prende il sopravvento e non puoi farne a meno, devi muoverti sinuosa e flessuosa.

E ti accorgi che danzare è più naturale di quando tu possa credere…

La natura prende il sopravvento e ti senti parte di essa senza poterne uscire e senza poterne più fare a meno.  E questo accade solo qui. Non c’è un altro posto sulla faccia della terra che generi questa sensazione. Se la provi non la dimentichi più e l’unico modo per riprovarla è tornarci …. ecco, questo secondo Mata è il “mal d’Africa” e una volta “contratto” non c’è medicina…. c’è solo voglia di proseguire quella danza……IMG_9615IMG_0492

 

 

 

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