Particolari “scottanti”

a chi non è mai capitato di trovarsi “per caso” ad assistere a conversazioni sconvenienti o addirittura “compromettenti“?

L’imbarazzo che in questi casi si prova è infinito e l’unica sensazione che si prova è quella di voler avere uno dei poteri più straordinari dei super eroi : l’invisibilità.

Eh già perché in quei pochi istanti l’unica cosa da fare sarebbe sparire, dileguarsi come in un fumetto …P O L V E R I Z Z A R S I I I

Invece nella maggior parte dei casi … nell’esatto istante in cui state per voltare le spalle e togliere il disturbo, in verità il disturbo lo stanno arrecando a voi, l’incauto interlocutore pronuncia quello che le vostre orecchie non avrebbero mai voluto sentire..

” e tu che ne pensi?” … e qui inizia il romanzo della vostra vita…ma se si avesse un ventaglio….. 😉

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Mata di MLB

2 pensieri riguardo “Particolari “scottanti”

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  1. …Lo stesso imbarazzo che si ha quando, magari durante la stessa passeggiata, incontriamo un tale che ci viene incontro sorridente, si para davanti a noi e stringendoci la mano, con fare indagatore, esordisce: “Ma che piacere incontrarla; Tutto bene?”
    “Oddio e questo chi è” in un nano secondo analizziamo ogni suo minimo particolare trasferendolo alla banca dati del nostro cervello. Nel vuoto più assoluto rispondiamo con forzato sorriso “Bene grazie e lei?”
    Ma quello incurante della domanda incalza:” Poi come ha chiuso quella faccenda? La persona che le ho indicato è stato di aiuto?”
    Il panico della figura di…ci avvolge sempre più. Sollecitiamo l’addetto interno del nostro cervello a darsi da fare. Ad accellerare i controlli. Ma sempre tutto tace. “Oh si grazie!” Ribadiamo con profondo sussiego e quell’espressione ebete che urla: Piantiamola qui.
    Ma l’altro incontentabile: ” Cosa le ha consigliato di fare?
    In quell’istante magicamente ci suona il cellulare che materializziamo in mano ed incuranti di chi possa essere gli gridiamo: “Sto arrivando, scusami per il ritardo ma ho incontrato una persona che da tanto tempo non vedevo” e stacchiamo la linea. Guardiamo il nostro interlocutore con sorriso liberatorio ed inventiamo la prima palla che ci viene in mente: “Mi scusi ma mi aspettano dal notaio, sono in ritardo e devo andare”. E lui alterato nella voce: “Ah! Si è poi rivolto ad un altro notaio? Libero di fare ciò che vuole. Però almeno correttamente poteva avvisarmi. Le farò inviare la parcella per il lavoro fin qui svolto” E si allontana, si allontana, si allontana, lasciandoci allucinati sul posto. “Ah! Ecco chi era. E pensare che stamattina avrei potuto restare a letto a dormire…

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