a piccoli sorsi i ricordi portano il respiro per trovare la forza di costruire i pilastri della vita MATA
Dedico questa lettura al mio amico Tito.
Tito, uno dei miei 6 amici UNITATI, è un matitino giovane, all’alba della sua vita, pieno di idee confuse e che ha tutto ancora da scoprire. Ma come tutti i giovani, ha la pretesa di avere già capito tutto e quindi a volta, troppo spesso, con la sua punta spuntata, traccia righe che tagliano fogli. Occorre poi molta cura per rimarginarne i danni.
Sì certo, è così che funziona, senza questo non crescerebbe ma… a volte sarebbe necessario ascoltare le storie di altri, per trarne spunto.
Cosa sarebbe la sua vita senza la traccia che altri hanno percorso?
La presunzione dei giovani dovrebbe essere messa alla prova togliendo i ricordi e togliendo ogni traccia di chi li ha preceduti.
Bisognerebbe farli trovare nell’assenza affinché essi si possano rendere conto che ogni cosa che loro usano e vivono, esiste grazie al passaggio di qualcuno prima di loro. E questo passaggio è stato fatto con tanto impegno, azioni, dolore e speranze.
Nel rispetto dei percorsi reciproci, la storia, le storie, è a questo che servono.
Si pensi ad una vita che iniziasse OGGI, in questo istante, senza alcuna memoria di ciò che è già stato.
Tante infinite possibilità ma, assenza totale di punti di rifermento, necessari per progredire, migliorare, aggiungere e togliere ma comunque RIFERIMENTI.
In questo libro, Storie mie storie tue, ci sono gli abiti mutevoli che servono sul palcoscenico della vita, tutti, nessuno escluso.
Colorati, sciatti, stirati e rinnovati. Se si sanno “indossare” nel rispetto di chi li ha già fatti muovere, si conosce la magia di quella parola che tutti pronunciano e pochi sanno cosa sia: EMPATIA.
L’autrice, con sincerità disarmante, ci offre la sua vita in un percorso di travaglio ma anche di riuscita, a modo suo, come si può, perché così è la vita: perfetta nella sua perpetua imperfezione.
Due parti, una dedicata alla sua vita e l’altra anche… semplicemente due spaccati diversi, come due atti unici di teatro.
Nel primo si prende per mano e si conduce verso la via d’uscita di un labirinto emozionale, nell’altro la meraviglia del saper narrare le vite altrui dando voce poetica ad ogni ciglio mosso per dedicarsi ad esse.
Le vite… che grande bagaglio di conoscenza!
Caro Tito! Auguro a te e a chi leggerà questo libro, la capacità di sapere scrutare e vedere davvero le meraviglie nelle vite proprie ed altrui, meraviglie che non sempre si traducono in “va tutto bene” ma sempre si trasformano in “posso ogni giorno essere il meglio di me”. e nessuna vita è da buttare, da tutte c’è molto da imparare!
E nell’ampolla che ci dona, grazie alle sue pagine, si potrà trovare ogni giorno una goccia di forza di alzarsi ed una goccia di sorriso per se stessi. Queste due gocce sono un ELISIR preziosissimo di cui non si potrà più fare a meno.
Buona lettura
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