viaggio interumano n°9547/chestraniquestiumani
intervista ad un’ombra…
Oggi mi sono dilettata a parlare con un’ombra, sì l’ombra di una persona.
Camminavo per strada e ad un certo punto la sua ombra si è voltata e mi ha fatto l’occhiolino.
Così incuriosita ho accelerato il tratto e ho voluto parlarle.
“Strano” ho pensato, il sole oggi non c’è, come è possibile che io veda questa ombra?
Detto fatto, come in un film, accade il fermo immagine e tutto si ferma, semplicemente perchè la sua persona era in coda in un ufficio.
Golosa occasione per scambiare due chiacchiere con l’ombra che per facilità di tratteggio chiamerò “Gigliola” perché su un lato del suo confine mi è sembrato si formasse un GIGLIO. Strani giochi della luce credo.
La mia curiosità ha fatto il resto.
Ecco l’intervista:
Ciao sono Mata una matita che si diverte a tracciare dettagli che sfuggono ai più.
Il tuo occhiolino mi ha attratta ed eccoci qui. Mi racconti di te?
“Volentieri. Sono un pò annoiata, facciamo sempre le stesse cose e la stessa strada ogni giorno. Mai un cambiamento, un gesto nuovo. Che ne so, una espressione inattesa.
Così vedendoti, inusuale e inaspettata, ho cercato di attrarre il tuo sguardo. Quando mi ricapiterà di incontrare una matita parlante?!
Ci sono riuscita, sei qui. E posso parlare un pò con te anziché seguire sempre questi stessi gesti da anni.
Troppi.
Sentire sempre i soliti lamenti senza però mai vedere la vera volontà di fare qualcosa di nuovo di diverso. Noi ombre siamo ancorate, legate in modo inevitabile alle nostre persone. Siamo qui per dar loro spessore, definizione, come si fa in un quadro, ma non CONFINI.
Gli umani invece, sembra che trovino gusto nel generarsi continui, LIMITI… che strane creature!
Ma tu non sei umana e quindi mi comprendi?
Io vorrei danzare, ogni tanto. Vorrei volteggiare, cambiare forma, trovarmi nel nuovo e scoprire che posso fare molto di più che essere trascinata dalla mia persona.
Potrei persino cambiare posizione. Diventare un parasole, o una pedana per saltare.
Insomma chi mai ha sperimentato tutte le potenzialità di un’ombra?
Ora però devo andare, la fila si muove ed è arrivato il nostro turno. Grazie per avermi ascoltata anche se solo per questo breve istante. Porta questo messaggio a più persone che puoi, per favore.
Anche noi ombre abbiamo una vita e possiamo fare molto di più.”
Grazie Gigliola.
Che strano incontro, sono frastornata. Non ci avevo mai pensato che un’ombra avesse una propria identità.
Quante cose diamo per scontate, quanti gesti si ripetono abitudinariamente senza rendersi conto che così non si crea nulla di nuovo.
Ed è solo, invece, creando il nuovo, che si evolve. Mi fa nascere un piccolo sorriso sulla punta.
Dovrò dirlo… sì sì, intanto inizio da qui:
Aggiungi ogni giorno un gesto nuovo alle tue abitudini, una parola che non hai mai usato, una via che non hai mai percorso, cambia sequenza, cambia schema e goditi il sorriso che da questo nascerà.

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